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Nel cilindro di Andrea Barbieri

Nel cilindro di Andrea Barbieri
Scheda cosplayer

Nome: Andrea Barbieri
Nazionalità: Italiana
Cosplayer dal: 2002

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Chi è Andrea Barbieri? Cercare di districarci tra le definizioni di cosplayer, mua, entertainer, performer per delinearne un profilo netto rischierebbe di portarci fuori strada. Nella sua arte convivono tutti questi aspetti, essendo ciascuno un mezzo necessario per l’espressione della sua personalità e della sua sensibilità.

Sempre sinceramente curioso di conoscere le storie dei partecipanti a questo grande circo e capace di regalare emozioni uniche davanti all’obiettivo, Andrea Barbieri è sicuramente uno dei migliori esponenti del cosplay in Italia.


Finalmente possiamo dirlo: collaborerai con Cosplay Hub. Ci parli della tua rubrica?

E potete dirlo forte! Nella mia rubrica parleremo di tutto ciò che si trova nel mio cilindro, no? Tanti piccoli trucchetti utili per realizzare calchi, protesi, effetti speciali e molto altro.

Domanda di rito: quando hai iniziato a fare cosplay e perché?

Posso dire di aver iniziato a far cosplay nel lontano 2002. Il perchè è molto semplice; sono sempre stato appassionato di cartoni animati e fumetti, all’interno di Lucca Comics ho trovato altri con la mia stessa passione e ho sentito il desiderio di palesarla anche io con il cosplay. Successivamente ho fatto una lunga pausa –dal 2009 al 2012– e, quando mi sono deciso a riprendere questa attività, ho preferito farlo puntando molto di più sulla qualità.

Andrea Barbieri interpreta Beetlejuice di Tim Burton al Romics

Beetlejuice. Foto di Arianna Berti

Impossibile non conoscerti eppure non fai molta promozione della tua attività.

Questo è un doppio piacere; come ho detto in precedenza, punto sulla qualità ma anche sull’umiltà. Non mi piace auto promuovermi, tuttavia sono felice che molte persone riescano ugualmente a conoscermi, soprattutto sono contento che riescano a conoscermi di persona e non solo di fama.

Se penso a te penso anche a Tim Burton, Charlie Chaplin, Rino Gaetano. C’è un fil rouge che unisce questi artisti o li apprezzi per motivi diversi?

Adoro Tim Burton e, quando ho ripreso a far cosplay, ho voluto dar vita a due personaggi diametralmente opposti: Beetlejuice e Edward Mani di Forbice. Posso dire di non avere un solo filo conduttore nella scelta dei personaggi ma bensì di amarli per svariati motivi. Edward è ciò che ero; timido e impacciato, avevo bisogno di un po’ di influenza di Beetlejuice; senza regole, estroverso e casinista. Il cyberman mette in luce l’importanza dei sentimenti e delle emozioni per essere umani (in quanti conoscono la differenza tra sentimenti ed emozioni e sono capaci di elencarne alcuni?).

Solo recentemente mi sono deciso a fare dei tributi a personaggi realmente esistiti, con l’intento di dire loro “grazie” per ciò che hanno fatto. Ho iniziato con Walt Disney; vestire i suoi panni mi ha dato una grande emozione. Impersonare Rino Gaetano e cantare le sue canzoni, poter ammirare gli occhi della gente che mi vede e mi ascolta, ciò che mi dicono dopo ogni performance è qualcosa di veramente toccante; un ossimoro emozionale in cui si confondono gioia e tristezza. Charlie Chaplin è un personaggio che riesce a commuovermi già dalla vestizione; dubito avremo di nuovo un artista così completo e profondo. Il vagabondo mi ricorda ogni volta come si possa trovare la gioia nelle piccole cose, il bello nella semplicità. Tutte le brutture del mondo, le ingiustizie, i soprusi ecc. non riusciranno mai a rubarti la capacità di sorridere perché: “un giorno senza sorriso è un giorno perso”.

Andrea Barbieri interpreta Rino Gaetano in questo scatto di Paul Scio

Andrea Barbieri interpreta Rino Gaetano in questo scatto di Paul Scio

Usi molte tecniche, come hai imparato?

Ogni personaggio che realizzo è in qualche modo una sfida. Quando ho cominciato a far cosplay avevo delle mani allenatissime nel cliccaggio di ebay, mettendomi in gioco ad ogni occasione sono riuscito ad imparare moltissime tecniche. Posso dire di aver imparato quasi tutto da solo, tuttavia non mi sarei mai addentrato nel campo della protesica senza le direttive di qualcuno. Colui che mi ha insegnato le basi della protesica e quindi la persona che posso considerare come mio maestro è quindi Ugo Arizzi. Una volta imparate le basi ho cercato di lavorare con nuove tecniche e di utilizzare nuovi materiali, tutto questo lo ho appreso mediante sperimentazioni da autodidatta. Come mi capita di dire spesso: «Talvolta un cosplay mi rimane in testa anche per più di un anno ed è difficile farlo uscire fuori. Poi mi sveglio, capisco come realizzarlo e in due balletti prende vita».

Ti avvali della collaborazione di cosmaker o propmaker per preparare i tuoi costumi?

Assolutamente sì, credo che il desiderio di tutti sia quello di realizzare al meglio il proprio personaggio e che sia anche importante saper riconoscere i propri limiti. Prendiamo ad esempio le mani di Edward Mani di Forbice; sono stato anni a dire: «le devo fare meglio», «ci devo lavorare sopra», ma non mi ci sono mai dedicato. Alla fine mi sono affidato alla bravura del gruppo di Black Knight per farle realizzare. Le mani sono un opera d’arte e così anche il cosplay nella sua totalità acquista ancora più valore.

Andrea Barbieri interpreta Edward Mani di Forbice al Romics

Edward Mani di Forbice. Foto Di Laura Crystal Emiliani

Quando abbiamo parlato della tua prossima rubrica mi hai detto: «Facciamo qualcosa di buono per i cosplayer». Immagino che della competizione non ti freghi nulla.

La competizione “sana” è positiva, quella delle bestie da gara o delle invidie tra cosplayer credo sia solo controproducente. Personalmente dal 2016 mi sono ritirato dal mondo delle gare, preferisco passare il tempo in fiera con gli amici o ad ingurgitare granite. Le coppe sono solo pezzi di latta che se uno vuole può pure comprarsi da solo, il tempo con gli amici invece non ha prezzo. Proprio per questo motivo non sono geloso delle mie tecniche, mi piace ricevere consigli e nel mio piccolo mi fa piacere poter essere utile a qualcuno.

Il cosplay puó avere una funzione “sociale”?

Assolutamente si, il cosplay assume sempre una funzione sociale. Il cosplay, tanto per cominciare, stimola la creatività e accresce le abilità manuali, ti fa uscire di casa, ti obbliga a relazionarti con le persone, crea dei rapporti reali che vanno oltre agli schermi dei computer o dei cellulari. Se vogliamo andare oltre, il cosplay può essere uno dei mezzi per risvegliare la fantasia e la capacità di sognare nei bambini. Ecco che il cosplay può fare il suo ingresso nelle scuole, negli ospedali, nelle carceri, nei luoghi terremotati ecc. Sulla finzione sociale del cosplay ci sarebbe veramente molto da dire, peccato che esistano delle solide mura costruite con mattoni di burocrazia, regolamenti, ignoranza (verso la pratica del cosplay) e incomprensione.

Andrea Barbieri interpreta Gomez Addams a Volterra Fantasy & Games

Gomez Addams. Foto di Alessandro Rouge Rossi

Le tue interpretazioni sono sempre straordinarie. Come ti prepari?

La scelta del personaggio nasce prima di tutto dal sentimento che si prova verso di esso. Innanzitutto si deve amare il personaggio, il passo successivo è lo studio del linguaggio del corpo e della mimica facciale, con movenze ed espressioni. È importante studiare tutto questo per entrare veramente dentro il personaggio e quindi farlo muovere anche in diverse situazioni. Se possibile, è importante studiare anche la voce del personaggio, su questo sono abbastanza facilitato essendo imitatore (ad oggi posso contare più di 70 voci di personaggi diversi). La creazione dell’abito e del trucco sono l’ultimo passo, questo perché un personaggio alla prima uscita è sempre una prova e solo con i feedback fotografici si riesce a capire in cosa è necessario migliorare.

Ci sono cosplayer a cui ti ispiri?

Ci sono cosplayer che stimo, ci sono gli amici ma non ho dei miti.

Ti abbiamo visto in precario equilibrio tra le fauci del Coccodrillo e incastrato negli ingranaggi di un macchinario. Ci racconti della collaborazione con Paul Scio?

Più che collaborazione direi che si tratta di amicizia, questo è uno dei valori in cui credo fortemente. Con Paul, Paolo e molti altri si è creato un rapporto di amicizia a mio parere molto importante e facilmente accade che qualcuno lanci un’idea. Avere un amico come Paul Scio rende possibile la realizzazione di pazze idee come quella di fare Capitan Uncino tra le fauci del coccodrillo o di ricreare una delle scene di Tempi Moderni che hanno fatto la storia del cinema.

Andrea Barbieri interpreta Capitan Uncino tra le fauci del Coccodrillo in una foto di Paul Scio

Andrea Barbieri interpreta Capitan Uncino. Foto e Digital Art di Paul Sciò

Qual è il tuo rapporto con la fotografia? Quanto è stretta la relazione cosplayer-fotografo?

Partiamo con il presupposto generale che se non ci fosse un riscontro fotografico sarebbe quasi impossibile riuscire a migliorare i propri cosplay; con questo mi riferisco sia al costume che al trucco che alla mimica e dichiaro fondamentale la presenza dei fotografi.
A livello personale i fotografi sono in primis persone e questo è l’ aspetto che considero maggiormente. Con tanti fotografi è nato un buonissimo rapporto di amicizia, si finisce ad andare in fiera per stare insieme, neanche per scattare, ma per avere una scusa per passare una giornata tra noi. Valutando importante il lato umano, devo dire che non accetto le prese di giro; chi ti saluta e ti da appuntamento dopo per scattare e poi deve sempre puntualmente scappare di corsa (ed ovviamente non ha tempo per te ma lo ha trovato per i soliti che possono portare like) ma non voglio addentrarmi in questo discorso.

Hai girato le fiere di tutta Italia, ho la domanda che tutti vorrebbero farti: dove fanno la granita più buona?

Per voi di CosplayHub voglio svelare pubblicamente un segreto; ho creato questo personaggio che ruota attorno alle granite poiché la granita ha un costo veramente basso e si trova (quasi) ovunque. Fino all’ anno scorso mi capitava di parlare con persone che dicevano via chat di volermi conoscere e dopo la fiera mi scrivevano dicendo che mi avevano visto ma non mi volevano disturbare o non avevano avuto il coraggio di presentarsi. Ho scelto la granita come pretesto per incontrare queste persone e riuscire ad infrangere queste barriere che impedivano loro di avvicinarsi. La granita più buona quindi non l’ho trovata in una fiera; la trovo ovunque qualcuno si presenti con una granita in mano per offrirmela e conoscerci oppure ogni volta che qualcuno mi chiede: “Ci prendiamo una granita insieme?”.

Andrea Barbieri interpreta Sweeney Todd di Tim Burton

Sweeney Todd. Foto di Ernesto Fiorentino

Progetti futuri?

Ci sono molti progetti che sono già presenti e che spero si concretizzino nel futuro; primo tra questi è il progetto Rino Gaetano. A fine 2016 abbiamo registrato Ma il cielo è sempre più blu sfruttando la mia somiglianza sia fisica che vocale con il cantante; devo dire che molte persone hanno apprezzato e spero pian piano di portare avanti questo progetto.

Un altro progetto è legato alle mie capacità di imitatore; dallo scorso settembre sto portando in giro uno spettacolo chiamato Granita Show durante il quale propongo almeno 40 voci diverse (da Paperino a Pippo, Baloo, il Gabibbo, Lumiere ecc…), una parte di cabaret legata alle sigle dei cartoni animati, lezioni di ballo per chi come me è spigliato come un pioppo e concludo solitamente con un tributo a Rino Gaetano.
A livello di cosplay, invece, tra i progetti futuri ci sono 3 cattivi (un mago, una strega ed un pirata) e un tributo (un baffone scomparso in una giornata d’agosto).

Per finire, uno dei progetti che mi sta più a cuore è “Stay in Cosplay for the Kids”, csviluppato con l’associazione culturale Alcedo video e che si rivolge a tutte le situazioni in cui si evidenzia la necessità di regalare un sorriso a dei bambini che ne abbiano bisogno. A livello molto più generale ci tengo molto che il mio nome sia legato alla beneficenza e vorrei poter essere sempre più presente per potermi rendere utile quando vi è una manifestazione o un evento.

Un consiglio per chi vuole diventare cosplayer?

Sono arrivato recentemente alla conclusione che non ci sia un consiglio o una strada per iniziare; ognuno è capace di trovare il proprio metodo per mettere in risalto le proprie capacità. L’ingrediente che è necessario avere sempre è l’umiltà. Sono solito ripetermi che non sono altro che una persona capace di giocare bene con la plastica, il lattice o con i trucchi, e quando mi danno del “grande” rispondo con la battuta che prima ho guardato dentro i pantaloni e tra me e me ho pensato: «Guarda quanto mi prendono in giro, di grande proprio niente, eh!».

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Insieme alla stessa persona che mi ha introdotto nel mondo del cosplay ho intrapreso l'avventura di Cosplay Hub, con l'obiettivo di raccogliere contenuti utili e interessanti per la comunità dei cosplayer. Nel tempo libero mi dedico alla fotografia.

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