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Hunters J – Quando il fumetto steamwestern incontra il cosplay

Hunters J – Quando il fumetto steamwestern incontra il cosplay

Tra le molte novità presenti a Lucca Comics & Games Heroes 2017 è arrivato anche l’ultimo volume di Hunters J, serie a opera di Valeria Romanazzi edita con il marchio Tenaga Comics e andato esaurito durante i giorni della manifestazione. Ma di cosa tratta Hunters J?

In un panorama fumettistico sempre più attento alla varietà di genere, questa serie si colloca nel rigenerato filone steampuk, o più precisamente nella sua accezione steamwestern. Ambientato in mondo alternativo non molto diverso dal nostro dove però fanno da padrone strani meccanismi, mezzi a vapore e animali stravaganti, Hunter J è  è una storia di avventura, in cui la protagonista, Jessie, si ritrova a dover affrontare innumerevoli avversità per via del tatuaggio che porta sul braccio sinistro. La sua vita è una fuga continua alla ricerca di ogni piccolo indizio che le possa svelare di più su quel simbolo, per scoprire una volta per tutte perché mezzo mondo le dà la caccia. Ad affiancarla durante il suo viaggio c’è l’inseparabile cane Alexander, il mercenario Jaded, la pilota Chloe, il meccanico Yakov e la Sheridan Tenaga.

In attesa della ristampa del terzo volume e vista l’imminente uscita dello spin-off della serie  dal titolo Sheridan – The sound of silence, Cosplay Hub ha intervistato l’autrice, Valeria “Tenaga” Romanazzi, che sazierà la curiosità che ci attanaglia.

Hunters J volume 3

 

 


Ciao Valeria e benvenuta su Cosplay Hub! Recentemente è uscito il terzo volume della serie Hunters J, andato sold out a Lucca C&G2017. Come e quando è nata l’idea di Hunters J?


Ciao! Grazie mille per avermi invitata a fare questa intervista!

L’idea di Hunters J è talmente vecchia che se ci ripenso ora, mi rendo conto che sono praticamente cresciuta con questi personaggi! Ho iniziato a scrivere la storia durante il primo anno delle superiori, ero una persona molto chiusa e timida in quel periodo, a differenza della pagliaccia che ero da bambina. Scrivere storie mi aiutava a sentirmi più sicura, a buttare su carta sensazioni sia positive che negative, sotto forma di disegni o brevi racconti. Jessie è nata così, come una specie di “sfogo”.

Era molto diversa in quegli anni, sia lei che Tenaga sono state plasmate con il tempo, con le esperienze. Più studiavo, più leggevo libri, fumetti, più guardavo film, serie, più mi rapportavo con gli altri e più la storia cresceva, i personaggi iniziavano ad avere vita propria e tutto sembrava più corposo e dettagliato. Ho scritto pagine su pagine in quella che ormai chiamo la “bibbia” di Hunters J, un mega quaderno pieno di appunti, immagini, post-it, fogli spillati e stropicciati, tutto rilegato insieme in modo ormai abbastanza precario!. Lì dentro c’è tutto. Ogni idea, ogni svolta, ogni background, fino ai possibili finali della storia stessa.

Ho sempre amato le storie corali, dove non c’è un solo protagonista a fare tutto. Hunters J è una storia di crescita, di viaggio, di consapevolezza. È per questo che è nata ed è per questo che l’ho mantenuta viva fino a quando, negli ultimi anni, mi sono fatta coraggio e l’ho presentata al resto del mondo.


Hunters tavola fumetto

Sin dalla sinossi presente sul sito del fumetto è ben chiaro che la storia tratti di avventura in ambientazione dalle influenze steamwestern ma dicci di più! Senza spoiler, però!


Ahah! Beh, gli spoiler li custodisco gelosamente, proprio perché io adoro le reazioni spontanee dei lettori, quando ci sono momenti clou o significativi della storia. Quindi nessun pericolo!

Come spiego a tutti quelli che me lo chiedono, la trama di Hunters J narra di Jessie, una ragazzina di 17 anni che ha sempre vissuto in una stanza, in catene, senza conoscere il mondo che c’è fuori e vivendo solo a contatto con violenza, cattiveria e assenza totale di empatia. Ciò che la rende “speciale” è il fatto di avere un tatuaggio sul braccio sinistro, di questo simbolo lei non conosce l’origine. Non ha idea di chi possa averglielo fatto e perché, ma sa che mezzo mondo la vuole morta o vuole catturarla, proprio a causa di quel disegno sul braccio che pare non essere fatto con normale inchiostro (ops! Questo forse un pochino spoiler lo è!). Quindi inizia questo viaggio all’interno del mondo di Hunters J, alla ricerca della persona o delle persone che le hanno fatto quel tatuaggio e durante questa avventura Jessie sarà affiancata da quella che sarà la sua ciurma, i personaggi principali, tutti protagonisti a modo loro.

Questo in realtà è solo l’incipit. Perché ogni storia deve avere una nota di partenza, no? Come accennavo nella risposta precedente, l’intento vero e proprio di Hunters J è narrare una storia di crescita. Non solo di Jessie ma di tutti i personaggi che si rapportano con lei e con la sua avventura. Per come la vedo io, il modo migliore per crescere come persona, conoscere meglio se stessi e capire come comunicare meglio con gli altri è proprio viaggiare. Uscire dalle nostre quattro mura, dalla nostra città, meglio ancora dal nostro Paese. Aprirci agli altri, capire, essere curiosi, provare, osare.

Il cuore di Hunters J è questo, con argomenti chiave che vengono trattati spessissimo come la libertà, la famiglia, il valore delle persone amiche e l’immagine che noi diamo agli altri di noi stessi. I personaggi sono tutti diversi, ognuno di loro ha difetti, pregi, punti di forza e debolezze. Li ho plasmati in anni e anni di lavoro e di stesure, correzioni e revisioni e ora è come se fosse la storia stessa a prendermi per mano e a lasciarsi raccontare. Lo so, suona strano. Ma credo che molti colleghi si possono rivedere nel concetto del sentirsi un “mezzo” per raccontare una storia che hai dentro e che cerca in tutti i modi di uscire, e tu sei l’unico modo che ha per poterlo fare.

 

Jessie di Hunters J

Foto di AG Photography Personaggio: Jessie di Hunters J con Kurichan Cosplay


Hunters J, come altri volumi della Tenaga, sono sviluppati completamente in solitaria, facendo di te un’autrice completa. Quali sono le difficoltà che devi affrontare?


C’è sicuramente moltissimo da fare quando ci si autoproduce in modo completo. Ma tra le difficoltà maggiori sicuramente c’è il tempo. Accidenti al tempo che è sempre poco! Io ho un altro lavoro oltre questo, faccio la colorista per diverse testate francesi, italiane e americane, quindi devo sottostare a una mole considerevole di tavole che mi arrivano ogni giorno, da consegnare in fretta. Spesso due o tre testate hanno consegne che si accavallano, quindi inizia a diventare davvero ostico gestire il tempo. Finisce che arrivo alla sera, stanca morta, ma devo comunque mettermi a lavoro sulle mie tavole, altrimenti resto troppo indietro. È una difficoltà non da poco perché sappiamo tutti quanto sia importante prendersi il tempo giusto per realizzare buone tavole di fumetto… io cerco sempre di dedicare le giuste ore a tutto ma a volte, specie sotto Lucca, devi velocizzarti o non vai in stampa. Oltre a questo, ci sono vari step come l’inserimento del lettering, l’impaginazione e la preparazione per la stampa, sono tutte cose che fai da solo, quando sei autoprodotto e tutte tolgono tempo, se sommate al fatto che devi fare da solo anche le varie pubblicità, immagini promozionali, stare dietro ai social e simili. È un lavorone, faticoso e pieno di sacrifici, ma non lo cambierei per niente al mondo.

Hunters J tavola Jessie


A febbraio vedrà luce il primo spin-off della serie, Sheridan – The sound of silence. Presentato in prevendita a Lucca C&G2017, il volume sarà un albo autoconclusivo di 150 pagine. Quello che sembra chiaro è che si tratti di un “primo volume”, dunque sarà parte di una nuova serie oppure questo affiancherà Hunters J come una sorta di collana dedicata?


In realtà “Sheridan” non è una vera e propria serie. Si tratta di episodi autoconlcusivi collocati in momenti chiave della serie regolare, ogni episodio è incentrato su uno dei personaggi del Clan e racconta avvenimenti che possono sia essere letti da soli, sia se si segue già Hunters J, ampliando e approfondendone l’universo narrativo. Ogni albo avrà come titolo il nome di una canzone più o meno famosa. Questa decisione è nata dal fatto che io utilizzo moltissimo la musica per lavorare e ho determinate playlist in base a quello che disegno. L’idea di associare una determinata canzone a un volume mi piace moltissimo e penso che contribuisca a calarsi ancora di più nel “mood” giusto per leggerlo! Nel caso di questo primo episodio, il titolo scelto è “The Sound of Silence”, la versione dei Disturbed. È una canzone, soprattutto questa versione, che per me racchiude tutto l’albo, sia come testo che come sonorità. Spero che apprezziate l’idea!

“Sheridan” non ha una vera e propria data di uscita, in quanto i singoli albi si collocano in determinati punti importanti della saga di Hunters J. Voglio tenere le prossime uscite segrete, così come i personaggi protagonisti, perché credo sia più coinvolgente vedere uscire ogni volta un albo che approfondisce quello che si è appena letto nella serie! È un progetto che mi sta molto a cuore, in quanto il Clan Sheridan è una delle “creature” a cui tengo di più in assoluto e sono davvero felicissima di vedere tutto questo interesse!

Hunters J Sheridan

 


Spesso il rapporto tra “addetti al settore” e cosplayer è conflittuale, uno scontro di esigenze differenti in contesti proprio fieristici, invece per la promozione del terzo volume di Hunters J hai scelto proprio di affidarti a  Chiara Di BerardoKurichan Cosplay facendole interpretare il ruolo di Jessie. Qual è il tuo rapporto con il cosplay e perché hai scelto una cosplayer come promoter?


Questa domanda è molto interessante! Sì, purtroppo sono a conoscenza del malanimo che a volte c’è tra fumettisti-artisti e cosplayer. Lo conosco ma non lo condivido, né lo comprendo a volte, perché per come la vedo io, chi fa cosplay sta omaggiando personaggi dei fumetti, anime, cartoon, videogiochi e film… quindi è un’espressione artistica che valorizza il nostro settore, invece di danneggiarlo. Chi fa cosplay lavora sodo per settimane, a volte mesi, investendo tempo, soldi e impegno per realizzare un costume che sia più fedele possibile a quello del personaggio di cui vuole vestire i panni… e sapete cosa mi ricorda? Le fan art! Esatto. I disegnatori che investono tempo e impegno per realizzare omaggi disegnati per altri autori, stanno valorizzando il personaggio stesso e l’opera da cui proviene. È uno scambio di energia, un perfetto insieme di ingranaggi che può essere inteso solo in senso positivo. I cosplayer sono artigiani e artisti, io ammiro moltissimo il loro lavoro ed è sempre una gioia vederli durante le fiere del fumetto.

Ho scelto Chiara perché volevo provare a fare una cosa nuova: il personaggio in carne e ossa, in stand, in Self Area. Non era ancora stato fatto a livello proprio ufficiale, almeno che io sappia (se mi sbaglio, chiedo scusa!) e l’esperimento è stato un successone! Senza contare l’emozione della sottoscritta nel vedere la versione reale del personaggio che ho creato e con cui ho vissuto per anni.


Quali sono stati i risvolti di questa iniziativa? Come ha risposto il pubblico della fiera e come i tuoi lettori?


L’iniziativa è stata accolta benissimo, i lettori erano divertiti nel vederla lì anche perché Chiara non si è limitata a indossare i vestiti di Jessie ma l’ha anche interpretata. Ci sono stati momenti memorabili, allo stand! Alcune persone si sono avvicinate a Hunters J proprio perché incuriosite dal cosplay, dal design dell’outfit. Moltissimi mi hanno fatto i complimenti per l’iniziativa perché è stato davvero particolare vedere un personaggio di una serie autoprodotta che se ne andava in giro e veniva riconosciuto da diverse persone! Anche qui… non potete immaginare la gioia nel vedere gente che voleva farsi la foto con lei, che mi diceva “Ma c’è il tuo personaggio in giro per la Self!” e tantissimi curiosi che sfogliavano e spesso acquistavano gli albi perché attirati dal design e dall’atteggiamento di Chiara.

Chiara è stata meravigliosa. Bravissima, professionale e divertente, oltre che paziente. L’anno prossimo ripeteremo sicuramente l’esperienza e già abbiamo idee nuove per renderla ancora più divertente e coinvolgente per i lettori!

Jessie di Hunters J

Foto di AG Photography Personaggio: Jessie di Hunters J con Kurichan Cosplay


Un ultima doverosa domanda: dove è possibile acquistare i volumi di Hunters J?


Tutto ciò che realizzo, compreso Hunters J, è raccolto nel mio sito ufficiale:

www.tenagacomics.com

Hunters J ha un sottosito dedicato www.tenagacomics.com/huntersj dove è possibile leggere il fumetto online (perché ricordo che è un webcomic gratuito, chiunque può leggerlo e commentarlo, la versione cartacea è stata realizzata proprio su grande richiesta dei lettori stessi, altra enorme gioia dell’essere autoprodotti!), visitare le gallerie, la wiki, le fan art, e trovare lo shop online, dove è possibile acquistare le copie cartacee e i gadget relativi ai miei fumetti. Per chi fosse interessato, c’è anche il server Discord ufficiale di Tenaga Comics, con le room per ogni fumetto, dove i lettori commentano, chiacchierano e passano il tempo insieme e dove è possibile fare quattro chiacchiere con me e ricevere anteprime sui miei progetti! Ecco l’indirizzo:

https://discordapp.com/invite/kPH6gxT

 

Ringraziamo Valeria per la sua disponibilità e stay tuned per altre interessanti novità!

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1 Comment

  1. Grazie mille per l’intervista e soprattutto per il photoset! <3 Adoro quelle foto ed è stato un vero piacere collaborare con voi!

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