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Assassin’s Creed, la recensione

Assassin’s Creed, la recensioneScore 73% Score 73%

Assassin’s Creed, dopo otto capitoli del famosissimo videogioco, finalmente,  approda al cinema ed il protagonista ha il volto di Michael Fassbender.
Il film, che uscirà il 4 gennaio, racconta la storia di Cal Lynch, un condannato a morte a cui viene data una “seconda possibilità” grazie a una proposta da parte della Fondazione Abstergo. Attraverso un’evoluta tecnologia sperimentata dall’Abstergo, attraverso il progetto Animus, Cal viene inviato nella spagna del XVmo secolo. Qui si troverà a vivere le esperienze del suo antenato Aguilar de Nerha, membro della setta segreta degli Assassini, un gruppo che combatte per difendere la libertà del libero arbitrio dal potere dispotico dell’Ordine dei Templari. In Assassin’s CreedFassbender è affiancato da Marion Cotillard che interpreta la scienziata delle Abstergo che recluta Cal.

Templari VS Assassini

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Nei vari capitoli, il videogioco, ha condotto i giocatori dal Rinascimento italiano fino alla Rivoluzione Francesce, passando per le guerre civili americane e per l’epoca dei pirati. Assassin’s Creed porta lo spettatore nelle atmosfere che ricordano quelle della Terra Santa del capitolo originale della serie, siamo infatti Spagna all’epoca dell’inquisizione. In quest’epoca, gli Assassini e i Templari si fronteggiano violentemente. I primi vivono nell’ombra e combattono per difendere il libero arbitrio, confondendosi il più possibile tra la gente per non farsi riconoscere. Le loro armi sono delle lame nascoste all’interno di polsiere in pelle, per uccidere il nemico a distanza ravvicinata. I Templari invece, con un approccio più totalitario, vogliono avere il controllo su ogni cosa eliminando il libero arbitrio nell’uomo. Per fare questo, il loro scopo è quello di entrare in possesso della Mela dell’Eden.

Attenzione ai dettagli, meno CGI più parkour!

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Come nel videogioco, anche nella versione cinematografica Assassin’s Creed si fa notare per la meticolosa attenzione ai dettagli.
I reali fatti storici sono stati la linea guida della produzione per la ricostruzione dettagliata del set, dei costumi, delle armi e anche degli stili di combattimento. «Voglio che il pubblico viva un’ incredibile e realistica esperienza nata dalla combinazione di mondi esotici e concitate scene d’azione», ha dichiarato il regista Justin Kurzel. Per questo motivo lo studio dei dettagli è stato minuzioso. Soprattutto per quanto riguarda la realizzazione delle scene d’azione e delle corse tra i tetti.

Kurzel ha preteso il massimo realismo per ottenere un film più “umano” e meno artificioso. Per questo ha cercato di utilizzare il meno possibile la computer grafica, rivolgendosi ai migliori talenti mondiali del parkour. Questi hanno svolto un ruolo essenziale nella produzione di Assassin’s Creed, sia come stuntman che come consulenti e insegnanti. Lo stesso Fassbender si è impegnato tantissimo negli allenamenti di parkour, arrivando a girare quasi tute le scene senza ricorrere alla controfugura.

Anche il famigerato Salto della Fede, un punto fermo della saga del videogioco, è stato realizzato dal vero. Il protagonista della scena è lo stunt, atleta, Damien Walters che gradualmente, partendo dai primi tentativi di salto da 12 metri d’altezza, è arrivato al salto definitivo del film di quasi 40 metri, «non volevo si notasse l’artificiosità della scena», ha dichiarato il regista.

Assassin’s Creed non deluderà i fan del videogioco

Si sa, quando ci si trova di fronte la trasposizione cinematografica di un videogioco si parte sempre un po’ prevenuti, visti anche gli esempi del recente passato, e si è pronti ad aspettarsi tanta azione (troppa), tanta computer grafica (troppa) e poca sostanza (pochissima).
Per Assassin’s Creed non è così, o almeno non del tutto. Ma, andiamo con ordine.

Il cast e decisamente “stellare” per un film tratto da un videogioco (la 20th Century non ha di certo lesinato). Michael Fassbender è assolutamente perfetto per la parte, convinto e convincente, riesce a dare spessore ai suoi due personaggi, forse più a Cal che ad Aguilar, quest’ultimo impegnato più sul lato fisico che mentale. Poi c’è Marion Cotillard, forse un po’ spaesata in un contesto che non le è proprio, che contribuisce, insieme a Jeremy Irons e a Charlotte Rampling  ad elevare il film un gradino più su rispetto ad altre trasposizioni.

Oltre ai nomi più altisonanti c’è da menzionare il resto del cast e degli stunt che hanno reso tutte le scene di combattimento e di azione ancora più realistiche. Non c’è eccessiva computer grafica, la maggior parte delle scene sono state girate dal vero e non in green screen e questo si nota, c’è un maggior realismo e un maggior coinvolgimento complessivo, forse è proprio questo il punto forte di Assassin’s Creed.

Ad essere degna di nota è anche la scelta registica di come riuscire a fondere il presente con il passato. Le atmosfere fredde e asettiche dell’Abstergo da un lato e i caldi territori spagnoli del passato dall’altro, con una fotografia dominante sui toni del giallo. Il macchinario dell’Animus, che permette a Cal di eseguire tutte le sue acrobazie, è la chiave che lega i due mondi. Questo fa si che le due realtà si compenetrino, attraverso un gioco di dissolvenze e sovrapposizioni, così da appagare lo spettatore senza catapultarlo bruscamente da un mondo all’altro.
Per quanto riguarda costumi, di cui parleremo di seguito, scenografie e ambientazioni nulla da eccepire, tutto integrato e studiato alla perfezione, i fan non avranno certo da ridire.

Si poteva fare di più

Assassin’s Creed non è però tutto “rose e fiori”. L’aspetto che lo penalizza maggiormente è di sicuro la sceneggiatura, un po’ basilare e a tratti frettolosa, forse (se non conosciamo perfettamente il videogioco) vorremmo sapere qualcosa di più su Cal e su Aguilar.
Alla fine il film svolge la sua funzione primaria di intrattenimento per tutte le quasi due ore, con qualche calo di attenzione, certo, ma non ci lamentiamo.  Anche chi non ha mai giocato, o non conosce Assassin’s Creed potrà divertirsi senza porsi troppe domande. Ci sono i buoni, i cattivi, i quasi buoni e i quasi cattivi, una missione da portare a termine e tanti combattimenti, questo è quanto. Non si può pretendere troppo da un film tratto da un videogioco, non dimentichiamolo!

 

 

Una buona trasposizione

73%

Che fretta c'era! Un film che convince a metà, ottimo l'aspetto tecnico ma frettolosa la sceneggiatura.

Costumi
86%
Scenografie e ricostuzioni
79%
Sceneggiatura
55%

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