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Intervista a Michela, vincitrice del primo premio nel Contest “Speciale Aniene Comics”

Intervista a Michela, vincitrice del primo premio nel Contest “Speciale Aniene Comics”

Michela fa il suo ingresso nel mondo del cosplay nel 2009: al tempo non aveva idea di cosa fosse una fiera del fumetto e non le era neanche ben chiaro cosa fosse un cosplay. Ma amava l’universo DC e Marvel, così come era cresciuta a furia di anime e videocassette… ma mai avrebbe pensato che sarebbe finita ad interpretare i suoi personaggi preferiti. Partecipa al Romics di quell’anno invogliata da un’amica e, racimolato qualche indumento, porta Karin di Naruto Shippuden.
L’esperienza a quella sua prima fiera la ricorda ancora come elettrizzante e stimolante, tanto da darle la carica per partecipare, da quel momento, a tutte le edizioni della fiera romana, portando la bellezza di nove personaggi tra i quali Sylvanas Windrunner e Uriel da Darksiders, i cosplay a cui Michela è più affezionata. Entrambi rappresentano un punto di svolta nel suo percorso di cosplayer, e proprio Uriel l’ha portata a vincere il primo contest cosplay a cui abbia mai partecipato, all’Aniene Comics.
Da Aprile Michela è cofondatrice con Giacomo Langiano della DeadlyCrow Factory, cosa che la sprona a rendere il suo impegno nell’ambito cosplay ancor più effettivo e costante.

Ciao Michela, e ancora complimenti per esserti aggiudicata il premio Giuria al Contest Speciale Aniene Comics 2016. Iniziamo subito con la domanda di rito: ti aspettavi di vincere?

Ciao a voi e grazie ancora per i complimenti! Sinceramente non mi aspettavo di vincere, perché gli altri partecipanti hanno definito il livello della competizione e c’erano dei costumi davvero fantastici.
Ovviamente ci speravo… ma devo dire che quando hanno chiamato il mio nome come vincitrice (ndr: Michela si è aggiudicata anche il primo premio nel cosplay contest dell’evento ufficiale), ho impiegato qualche secondo a realizzare.

Michela Uriel 3

foto di Davide Bartoli

Parlaci un po’ di questo costume. Quando hai iniziato a lavorarci sopra? Hai fatto tutto da sola o qualcuno ti ha dato una mano? Quali difficoltà hai incontrato? C’è stato un momento in cui sei stata lì lì per mollare tutto?

Uriel è un progetto a cui avevo iniziato a lavorare circa un anno fa portandolo al Romics di Ottobre del 2015, sebbene allora non fosse munito di ali. Una volta lavorato anche alle ali, le prime nella mia carriera – se così vogliamo chiamarla – di cosplayer, sono riuscita a portarlo finalmente completo ad Aprile sebbene la mia inesperienza ed il vento abbiano finito per rendermi la fiera a tratti impossibile. Ho rischiato più volte di volare via! Proprio dopo il Romics di Aprile, con Giacomo Langiano, abbiamo fondato la DeadlyCrow Factory lavorando insieme per rendere Uriel un cosplay competitivo – e stabile! – , e così siamo arrivati all’Aniene.
Il suo contributo è stato fondamentale e lavorare in coppia ci ha portati a vincere con un progetto al quale abbiamo creduto entrambi, alla fine. Le difficoltà che abbiamo incontrato sono state sicuramente nel sistema di apertura alare, che ha deciso di non funzionare proprio poche ore prima della gara. All’ultimo abbiamo dovuto renderle statiche e trattandosi di ali piuttosto ingombranti non è stato affatto semplice.
Con questo cosplay ci sono stati molti momenti in cui ho pensato di lasciar perdere e gettare la spugna, perché talvolta i risultati hanno bisogno di svariati tentativi per arrivare, e non mi considero purtroppo una persona così paziente. Le ali che non si aprono o collassano su loro stesse; le piccole riparazioni pre-gara assolutamente improvvise e inaspettate; materiali che al sole iniziano a fondere… si, direi che di momenti “no” ce ne sono stati abbastanza. Alla fine, però, tener duro e continuare a crederci e lavorarci ha portato i suoi frutti!

Michela Luciani Uriel 2

foto di VS Photography

Pensi che porterai di nuovo Uriel alle prossime fiere? Se sì, sarà la versione che abbiamo visto all’Aniene Comics o avrà delle modifiche?

Per questo Romics ho altri progetti, ma sicuramente Uriel rimarrà uno di quei personaggi che mi divertirò a portare di tanto in tanto perché in un certo senso vi sono affezionata.
Con Giacomo (che indosserà i panni di Guerra) abbiamo già pensato di studiare una nuova versione, e sicuramente si tratterà di un cosplay migliorato, più accurato e probabilmente automatizzato. L’idea è quella di utilizzare LED e rendere le ali apribili attraverso un sistema meccanico. Sarà sicuramente una bella sfida!

Oltre Uriel, hai un altro personaggio in cantiere? Se sì, puoi darci un’anticipazione di cosa si tratterà? E a che punto è la sua lavorazione?

In cantiere per questo Romics c’è un personaggio che portai già molti anni fa e che sento particolarmente mio, motivo per cui ho deciso di tornare a lavorarci da capo. Si tratta di Sylvanas Windrunner, dell’universo di Warcraft. Lo porterò in coppia con Giacomo, che interpreterà Thrall. La sua lavorazione è appena iniziata ma sicuramente lo vedrete pronto per la fiera.

Sylvanas Windrunner

Sylvanas Windrunner, il prossimo progetto di Michela

Quali sono i prossimi appuntamenti fieristici in cui potremo vederti? Cerchi di partecipare a più eventi possibile o fai una selezione? Quest’anno, ad esempio, andrai al Lucca Comics? Cosa pensi di quella fiera?

Sicuramente parteciperò al Romics di fine Settembre e di Aprile, come ogni anno. Non ho altre fiere in programma perché con il lavoro della DeadlyCrow non è sempre facile riuscire ad essere “ovunque”. Partecipo alle fiere con Giacomo proprio per rappresentare la nostra attività, quindi tendenzialmente facciamo una selezione anche per un discorso di tempo, lavoro e costi, sebbene siamo sempre curiosi di esplorare anche le realtà delle fiere più “piccoline”.
Per quanto riguarda il Lucca, abbiamo in progetto di andare ma per ora è un grande forse. In tutti questi anni purtroppo non sono mai stata in grado di andare, un po’ per un discorso di possibilità economiche, a volte di tempo ed anche perché non sentivo di portare un cosplay che reputassi “degno”. Ho sempre detto a me stessa che mi sarei organizzata per andare quando avessi avuto un cosplay di cui essere pienamente soddisfatta e orgogliosa al punto da mostrarlo al Lucca. Sulla base di questo, posso solo dire che sono estremamente curiosa di andare e spero davvero di poterlo fare con Sylvanas perché è stato il personaggio che in un certo senso ha definito l’inizio del mio percorso come cosplayer. Portarlo al Lucca sarebbe una sorta di “rito”.

Michela Luciani Uriel 3

Foto di VS Photography

Per concludere: hai dei consigli da dare a chi inizia? Qualche suggerimento sugli errori da non commettere?

Solitamente quando mi chiedono consigli per iniziare, finisco per fare scena muta perché credo che il percorso sia diverso per ogni persona che si avvicina a questa passione.
Posso dire che per iniziare col piede giusto, si dovrebbe tenere sempre a mente di cosa stiamo parlando: il cosplay e le fiere sono una passione, sono un gioco, un divertimento, un motivo di unione, un’ambizione. Lavorare ad un cosplay significa imparare a conoscere e ampliare le proprie capacità manuali ed artistiche, come sviluppare il lavoro di squadra ed i rapporti con gli altri.
Significa saper accogliere le critiche e spostare sempre di un gradino più in là le nostre ambizioni. Per questo consiglierei di non dimenticare mai i motivi per cui si fa un cosplay, che siano lavorativi o anche semplicemente la voglia di fare qualcosa che non si ha mai fatto.
Io iniziai proprio così, volendo passare un weekend diverso dal solito. Ho scoperto un mondo che prima di allora probabilmente sarebbe rimasto lontano, o non sarei stata in grado di comprendere ed apprezzare. Non commettete quindi l’errore di prenderlo unicamente come una gara od una competizione, come una guerra personale che sinceramente non credo valga la pena combattere. Le fiere purtroppo sono già troppo colme di rivalità malsane e invidie, non siate partecipi di questi meccanismi inutili e cercate invece di apprendere da chiunque incontriate.
Prendete le fiere come occasioni per parlare con quei cosplayer che vi sembrano tanto bravi quanto “inarrivabili” e chiedete consigli, scoprite, curiosate. Entrate in un qualsiasi negozio che sia di belle arti o anche un comune fai-da-te e provate materiali che probabilmente nessuno vi consiglierebbe: non si vive di solo worbla!

About The Author

Luca Morandi è un designer e ha lavorato per anni nel mondo della pubblicità e dei grandi eventi. Nel 2007 si è avvicinato al cosplay, da subito in maniera professionale, ed è intervenuto a tutte le più importanti fiere italiane ottenendo riconoscimenti di pubblico e nei contest.

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