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10 cose che solo i cosplayer possono capire.

10 cose che solo i cosplayer possono capire.

1) Il costume sceglierà di rompersi sul più bello.

Non importa quanto l’avete collaudato e assicurato ogni cucitura a dovere: il costume, in fiera, si romperà. A volte a causa di un impatto con qualcun altro. A volte da solo. Qualcosa cadrà per terra, e si romperà, o voi non se ne accorgete subito e lo smarrirete. Un bottone cederà. Una cinghia di spezzerà. Un mantello si strapperà. Accettatelo.

Prendete l’abitudine di frequentare le fiere col vostro migliore amico, che porterà con sé un kit di riparazione cosplay di emergenza. Comprategli del cibo come ringraziamento dopo che vi siete ripresi dal vostro attacco di panico.

2) Le scarpe sono una maledizione.

Fare cosplay significa non poter indossare scarpe da tennis o ciabatte. Almeno, è vero nel 99% dei casi. Molto più spesso, le scarpe sono così dolorose che un cosplayer medio deve pianificare i suoi costumi (con annesse calzature) con attenzione: indossare quello con le scarpe scomode il primo giorno di fiera, quello con quelle comode il secondo giorno, poi quello con le scarpe dolorose il terzo giorno? O indossare quello doloroso i primi due giorni e zoppicare intorno pateticamente il terzo giorno?

Alcuni cosplay, come Neliel di Bleach, vanno indossati a piedi nudi, ma la stragrande maggioranza precedono stivaletti costrittori e decoltè massacranti.

3) Le parrucche sono una maledizione.

Nulla fa sentire meglio un cosplayer, alla fine di una lunga giornata di fiera, di strapparsi la parrucca dalla testa e liberare i propri capelli e il cuoio capelluto.

Questo momento tanto atteso ripaga di tutti i pruriti sentiti durante la giornata e persino di quando siete stati urtati violentemente da qualcuno che vi ha spostato la parrucca e avete dovuto perdere venti minuti a risistemare tutto.

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4) Sedersi non è un’opzione.

Se c’è una panchina, un gradino, un muretto o un qualsiasi posto atto a sedersi, sarà occupato quando ci arriverete. Sempre.

Ciò è particolarmente vero se state indossando scarpe scomode (vedi punto 2) e avete un disperato bisogno di sedervi. Oppure vedrete un posto libero quando vi state affrettando per arrivare da qualche parte, e non potrete approfittarne. Quando ripasserete di lì, sarà occupato di nuovo.

Verso le sei di sera, è pieno di cosplayer seduti per terra a cui non frega più nulla di sporcarsi il costume.

5) I costumi sono caldi.

Alcuni costumi sono molto ingombranti o hanno un mucchio di strati di materiali e stoffe pesanti, e quando decidete di portarli è sempre una fantastica giornata di sole e non tira un filo di vento. In genere, questa eventualità coincide con (vedi punto 4) la mancanza di posti dove sedersi.

Quello che non si vede da fuori, è che all’interno del vostro costume voi state schiattando semiasfissiati e intimamente implorate per un po’ di fresco, una pioggerella rinfrescante, una folata di vento. E tutto quello che ottiene è una nuova richiesta di posare per una fotografia con una ragazza in shorts e infradito.

6) I costumi sono freddi.

Alcuni costumi richiedono il minimo sindacale di stoffa, e prevedono larghe parti di pelle scoperta. Il che, se da una parte attira l’attenzione di quel tipo di pubblico interessato a spiazzassi qualche bel ragazzo seminudo o un paio di chiappe femminili al vento, è un’autentica sofferenza quando la temperatura esterna scende sotto i venti gradi (cioè, quasi sempre quando decidete di indossare un cosplay di questo tipo).

C’è una sola cosa peggiore di crepare di caldo a causa del proprio costume, ed è crepare di freddo a causa del proprio costume. Tutti abbiamo visto una Lamù con un cappotto sulle spalle o un He-Man che si muoveva come un forsennato per scaldarsi un po’. E abbiamo pensato con invidia a quei bambini che a Carnevale la mamma costringe a mettere il piumino sopra l’abitino da damigella.

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7) I mezzi pubblici non sono pensati per i cosplayer.

Non tutti hanno la fortuna di poter arrivare in fiera in macchina. Chi non è riuscito ad elemosinare un passaggio, dovrà rassegnarsi a salire su un autobus o su un treno locale. E ad essere trafitto dai numerosi sguardi di disapprovazione di tutti quelli che stanno solo andando a lavorare, pure nel fine settimana.

Nel caso di costumi ingombranti, è difficile anche sedersi sui sedili dell’autobus o del treno senza causare disagio ai poveracci accanto a voi.

Naturalmente (vedi punto 1), la calca causerà la rottura di qualche parte del vostro costume, e vi ritroverete incazzati e col cosplay danneggiato prima ancora di aver mosso un solo passo all’interno della fiera.

8) Mangiare e bere è la vera impresa da supereroi.

Quando si è in fiera, ci si dimentica spesso di mangiare o bere. L’adrenalina vi sosterrà per un po’, ma verso una certa ora vi sentirete in grado di ingoiare qualunque cosa vi spaccino per commestibile. E vi dirigerete verso una tavola calda, un bar, una caffetteria, un chiosco qualsiasi. Facendo la fila con centinaia di vostri simili che hanno sentito la vostra stessa esigenza.

Spesso, i vostri cosplay non prevedono tasche, e il vostro denaro sarà rimasto con qualcuno dei vostri accompagnatori che, naturalmente, in quel momento non è lì. E conoscerete il vero significato della parola “fame”.

Se invece avete con voi i soldi, dovrete cercare di mangiare e bere senza versare nulla sul vostro prezioso costume, o senza sciupare il make-up che vi ha preso gran parte della mattina, o sforzandovi di maneggiare il vostro panino con una sola mano perché l’altra è impegnata a reggere il cappello/arco/elmetto/fucile/scettro/guanti.

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9) Un vero cosplayer non va in bagno.

I bagni sono luoghi molto ambiti da qualsiasi cosplayer. Sono posti perfetti per  ritoccare il trucco, sistemare il costume, le lenti a contatto o addirittura fare un cambio di costume a metà giornata. Oppure, più prosaicamente, per svuotare la vescica. Il che, a volte, è semplicemente impossibile. Chiedetelo a chiunque indossi un’armatura o una tuta intera. E in molti, molti altri casi.

Il solo modo per evacuare, è smontare praticamente tutto. Spesso, vi rinuncerete e ve la terrete.

Questo spiega perché, verso la fine delle fiere, molti cosplayer sono particolarmente nervosi e saltellano da un piede all’altro.

10) Pantaloncini (e gonne) corti sono una manna per i maniaci.

Avete seguito una dieta rigida per mesi e vi siete ammazzati di palestra per potervi permettere un costume succinto, ma scoprite che c’è un nuovo prezzo da pagare. All’improvviso, tutti i maniaci in circolazione vi stanno guardando con le labbra umide e iniziate a strattonare verso il basso l’orlo della vostra gonna e dei calzoncini ogni pochi secondi.

Stanno guardando il mio culo? O è sbucato fuori un pezzo delle mutandine? Comparirà qualche foto delle mie chiappe su Facebook mentre mi sto chinando a raccogliere qualcosa? Nessuna foto dal basso o sotto la gonna, per favore.

About The Author

Luca Morandi è un designer e ha lavorato per anni nel mondo della pubblicità e dei grandi eventi. Nel 2007 si è avvicinato al cosplay, da subito in maniera professionale, ed è intervenuto a tutte le più importanti fiere italiane ottenendo riconoscimenti di pubblico e nei contest.

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