Select Page

6 Motivi + 1 per ricordarsi di Romics 2016

6 Motivi + 1 per ricordarsi di Romics 2016

Undici ore di viaggio. Dopo undici ore di viaggio in compagnia di probabili serial killer, spacciatori colombiani e studenti fuori sede –quest’ultimi decisamente i più pericolosi–, il mio viaggio su Flixbus, accompagnato dalla mia compagna, ha finalmente fine.
Ora lasciate che dall’alto (?) della mia esperienza decennale, vi dia un consiglio: NON FATE COME ME. Non scendete da Milano a Roma in pullman, lottando contro i call-center per cercare di avere un permesso (per altro negato) di portare dei bastoni di pvc all’interno del loro mezzo infernale e correndo come disperati per bere un goccio d’acqua nelle pause di 5 minuti, dopo 5 ore di viaggio.

Bene, dopo questa piccola premessa (o meglio dopo il mio sfogo sulla tragedia vissuta per arrivare a Romics) posso scendere a patti con me stesso e finalmente decidermi a superare il trauma e andare a descrivervi quelle che sono state le cose da ricordare di questo Romics 2016:

  1. GODZILLA
    Forse sono presenti altri cosplayer anche di livello più alto e ne sono consapevole, ma io ero lì quando Godzilla è salito sul palco di Romics 2016 con le sue scaglie illuminate e bellissime e per un istante il mio cuore ha smesso di battere, chi se ne frega di cosplayer svestite o armature in oro massiccio e forex, c’era Godzilla! Capito, Godzilla? Un maledetto cosplay Gigafigo di Godzilla. Chiunque ci fosse dentro quel costume, sappia che per una giornata è stato il mio eroe.
  2. 79,80,81….
    Romics 2016 passerà sicuramente alla storia anche per un altro curioso primato oltre alla presenza di Godzilla, vale a dire la presenza di, beh… Harley Quinn.
    Ora, non voglio discutere in questa sede di questo fenomeno –che chiameremo sindrome da Misa-Misa–, che ha portato l’83% delle cosplayer italiane a decidere di vestire i panni della “fantastica” protagonista di Suicide-Squad: ho sentito molte persone parlare dell’argomento, spesso con toni piuttosto esagerati, e la mia opinione personale è “ma fategli mettere quel cazzo che vogliono!”. Ma una cosa è certa: gli organizzatori del Romics non sanno fare Marketing. Pensateci, quanti avrebbero partecipato a un gioco a premi del tipo “Trova 100 Harley Quinn e vinci il biglietto per Romics 2017”? Oppure, “Porta il cosplay di Harley Quinn e avrai lo sconto di 20 centesimi sul biglietto”? Occasioni di Marketing sprecate.
  3. IDEE UN PO’ BISLACCHE
    Una delle cose che amo di più del Romics è indubbiamente la capacità di arrangiarsi da parte degli autoctoni per riuscire a entrare pagando scontato. Bisogna ammettere che in alcune delle loro trovate c’è una genialità preoccupante, che un cosplayer vecchio e stanco come me non sarebbe in grado di attuare. L’idea del Ku-kux-Clan è stata parzialmente disturbante, ma come non apprezzare l’uomo nudo in How I Met Your Mother? Bisogna applaudire i cosplayer improvvisati, sono loro che rendono migliori le nostre fiere!
  4. UN TERRIBILE, TERRIBILE DELITTO
    Ci sono state anche cose piuttosto imbarazzanti e dolorose, cose che non devono succedere di nuovo e che, nonostante abbiano goduto di una certa pubblicità, non vanno dimenticate. Un pazzo violento ha aggredito un povero ragazzo, uno youtuber, attaccandolo pubblicamente e umiliando a colpi di pane e Nutella. Tutto questo è stato terribile e ingiusto. Avete visto quanto costa il cibo a Romics? Sprecare della Nutella in questo modo è un delitto.
  5. LA DEVASTANTE SENSAZIONE DI IMPOVERIMENTO
    A proposito di delitti, li avete visti i prezzi del Romics? Ecco, sono abbastanza sicuro che anche quelli rientrino facile nelle cose che non  dimenticheremo velocemente di questa fiera.
  6. LA CALDA E RASSICURANTE SENSAZIONE CHE CI DÀ LA FRASE “CI VEDIAMO AGLI SPECCHI”
    Se c’è una cosa che i frequentatori di Romics –specialmente gli habitué– non scorderanno mai, è la sensazione di familiarietà della frase, detta spesso in pesante accento romano, “Oh, dai! Famo che se vedemo agli specchi”.
    Gli specchi, per chi non fosse mai andato al Romics, sono una struttura imbarazzantemente brutta, nella quale è possibile trovare ORDE di cosplayer di vario tipo, che si aggirano da soli o in gruppo o anche in vere e proprie gang stile bande di Latinos (celebri le gang di personaggi Marvel o Dc che si guardano in cagnesco, lanciandosi sguardi degni di boss mafiosi e probabilmente pisciando negli angoli degli specchi per marcare il territorio) alla ricerca di uno sguardo amico o ancora meglio di un fotografo che decida di donargli almeno una piccola, singola foto. Questo perché, per un motivo ancora non studiato, l’87% dei fotografi della fiera si riunisce in quei venti metri quadri chiamati gli specchi. Il posto ideale per chi soffre di solitudine.

P.S.: Ah si, c’è anche un altro piccolo dettaglio, una sciocchezzuola, una cosa di secondaria importanza…
LA VITTORIA DI TATIANA MOTTA E GIULIA GHERSI ALLE QUALIFICAZIONI WCS DI ROMICS 2016! ANDATE E SPACCATE, RAGAZZE #TEAMITALY!

 

 

About The Author

Mi chiamo IlDev e sono un alcolist.. Ah no, aspettate quello è un altro gruppo. Sono #iLDev e sono un cosplayer della vecchia scuola, vivo in questo pazzo mondo da una decina da anni, saltando di gruppo in gruppo e conoscendo strane persone mascherate. Il mio lavoro è misterioso, ma nel tempo libero mi altaleno tra scrittura, gioco di ruolo (in tutte le sue forme), libri fantasy, fumetti Marvel, videogiochi e tante, troppe, serie tv. E poi che altro vi devo dire? che mi piacciono i procioni, sì mi piacciono i procioni.

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Recent Videos

Loading...