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5 fatali errori che i cosplayer continuano a commettere

5 fatali errori che i cosplayer continuano a commettere

Potete anche essere il cosplayer più di lunga data in circolazione, e vantarvi di fare cosplay fin da quando “qua una volta, era tutta campagna”. Ma lo stesso sarete incappati, e più di una volta, almeno in uno di questi cinque, tragici sbagli: siamo pronti a scommetterci.

1) Aaaarghhh! Ho dimenticato a casa un pezzo del costume!

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È successo a tutti: il rischio aumenta esponenzialmente quando il cosplay si fa complesso e strutturato, e inizia a contare più di dieci elementi: corazze, cinturoni, cinturini, bustini, sottogonne, gambali, bracciali, polsini, fondine, ginocchiere, guanti, accessori di ogni forma e dimensione.
Ricordarsi tutto, ma proprio tutto, a volte è quasi impossibile, e spesso ci si rende conto che uno o più delle parti del proprio costume è rimasto a casa quando ormai è troppo tardi per tornare indietro.

Come rimediare: preparatevi una semplice lista da spuntare, magari la sera prima di andare in fiera, e fate un bel “check” con la penna man mano che infilate la roba nella borsa o nel trolley. Se compite quest’operazione con sufficiente anticipo, potete rendervi anche conto se avete dimenticato qualcosa da qualche parte e sarete in tempo per recuperarla.

2) Aaaarghhh! Mi si è rotto qualcosa e non ho niente per aggiustarlo!

Lo sapete benissimo: nel corso di un evento, molte cose possono andare storte. Molti costumi sono più delicati di altri, oppure alcuni sono stati completati poche ore prima di entrare in fiera, ed ecco che una cucitura salta, un orlo cede, un bottone si stacca, il velcro non regge.
Quando eravate usciti di casa e vi siete controllati di fronte lo specchio, era tutto perfetto.
Ma una fiera è il più severo stress test che esista: se qualcosa sceglierà di cedere, è là che accadrà.

Come rimediare: anche se vi sembra tutto a prova di bomba, non dimenticate mai di portare con voi un piccolo kit per le riparazioni d’emergenza: ago, filo, qualche pezzo di velcro autoadesivo, delle forbici, un tubetto di colla a presa rapida. Il minimo indispensabile per “metterci” una pezza qualora qualcosa dovesse andare storto per proseguire fino a fine giornata e pensare poi a una riparazione più duratura.

3) Aaaarghhh! Ho una fame/sete boia e c’è una fila mostruosa per comprare qualsiasi cosa!

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Un evento cosplay, per quanto possa essere divertente, è anche una faticaccia. Siete partiti da casa carichi di energie e pompati di quantità extra di adrenalina, e vi sentite pronti a tirare avanti per ore e ore a posare, passeggiare e cazzeggiare senza problemi. Fino al momento in cui vi sentirete esausti e uccidereste per attaccarvi a una bottiglietta d’acqua o azzannare un panino imbottito. E quel momento, statene certi, arriverà prima di quanto vi aspettate. Il problema è che quattrocento altri cosplayer stanno sentendo fame e sete nel vostro stesso momento, e stanno prendendo d’assalto i pochi punti di ristoro. E voi non vi siete portati da casa neanche una micragnosa caramella.

Come rimediare: di nuovo, la parola magica è: pianificazione. Investire dieci minuti a casa per prepararvi un pranzo al sacco è un’accortezza che moltissimi cosplayer sottovalutano, ma che rappresenta una “salvata” al momento fatidico. Mettere nel freezer la sera prima una bottiglietta d’acqua significa disporre di acqua fresca a mezzogiorno del giorno dell’evento, e un cosplayer idratato è un cosplayer felice. Stessa cosa vale per il cibo: se non avete dove portarvi dietro un panino, trovate spazio per una tavoletta di cioccolato o una barretta energetica. Vi sosterrà quando è il momento e vi permetterà di rimandare di un’ora o due il pranzo, quando tutti gli altri si saranno tolti dai piedi.

4) Aaaarghhh! Non sono riuscito a incontrare nessuna delle persone che volevo!

Un evento cosplay, specie se parliamo di fiere  “importanti” con migliaia di visitatori, è il posto peggiore per darsi appuntamento con qualcuno. Molti cosplayer partono tutti felici e convinti che il solo fatto che ci saranno anche i loro amici – magari quelli che non vedono da tempo – sarà sufficiente per incontrarsi magicamente e passare un po’ di tempo assieme. Invece, sappiamo tutti come va: girate come trottole tutto il giorno, vi attaccate al cellulare, lui non vi sente, non c’è campo, lui vi chiama, voi non lo sentite, e poi di nuovo daccapo. E il giorno dopo su Facebook fioccano gli stati “mi spiace di non avere incontrato Tizia, Caio e Sempronio” con contorno di faccine avvilite.

Come rimediare: le fiere sono dei buchi neri. Una volta entrati, ne sarete risucchiati e tutto quello che fuori vi sembrava ragionevole e possibile, diventa impossibile. Se proprio ci tenete a incontrare qualcuno, telefonategli o messaggiatelo la mattina prima di uscire di casa e datevi un appuntamento preciso in un luogo preciso. Cercate di scoprire in che orari sarà presente e dove, e fate di tutto per rispettare l’appuntamento. Se pensate di pranzare assieme, prendete accordi per vedervi e muovetevi per raggiungere il punto convenuto con almeno venti minuti di anticipo. Un cosplayer mediamente fotografato sa bene che spostarsi dal punto A al punto B può essere un’impresa che richiede parecchio, parecchio tempo.

5) Aaaarghhh! Mi hanno scattato un mucchio di foto ma non ne trovo nessuna!

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È un classico, ed è anche uno dei principali motivi di frustrazione per molti cosplayer: rientrati a casa, ancora non si sono cambiati e già iniziano a setacciare Facebook o a consultare compulsivamente l’email o la casella di Messenger per vedere se qualche loro magnifica fotografia in cosplay è comparsa. E vanno avanti così per ore e giorni, sempre più sconcertati, delusi e arrabbiati: iniziano a pubblicare su ogni pagina possibile richieste strazianti (“se qualcuno ha foto mie, vi prego, taggatemi”) fino ad arrivare a post inferociti verso quell’infame categoria di sadici e nullafacenti che sono i fotografi, che li hanno ingannati e illusi.

Come rimediare: in un evento cosplay ci sono centinaia, a volte migliaia di altri cosplayer. I fotografi non sono altrettanti, e non riescono a dare attenzione a tutti. A quelli che vi fotografano, ammesso che vi interessino i loro scatti, va chiesto sempre un contatto: un biglietto da visita, un’email, un cellulare, un contatto Facebook. Qualsiasi cosa atta a rintracciarlo. Se lo contatterete con gentilezza e senza pressarlo, il fotografo vi invierà sempre e con piacere le fotografie in cui comparite.

About The Author

Luca Morandi è un designer e ha lavorato per anni nel mondo della pubblicità e dei grandi eventi. Nel 2007 si è avvicinato al cosplay, da subito in maniera professionale, ed è intervenuto a tutte le più importanti fiere italiane ottenendo riconoscimenti di pubblico e nei contest.

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