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Voglia di foto (parte 5): …quel che luccica

Voglia di foto (parte 5): …quel che luccica

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Concludiamo questa serie con qualche suggerimento su come tutelarvi e come comportarsi, in fiera e fuori, per evitare spiecevoli disavventure.

Set privati

Prestate attenzione a coloro che vi contattano per foto “artistiche” ma non hanno uno straccio di portfolio online: se sono dilettanti, che si facciano le ossa con gli amici – con cui dovrebbero avere più confidenza – e facciano book prima di chiedere a delle sconosciute; se sono professionisti, il fatto che non abbiano un book è quanto mai sospetto.
Al primo appuntamento, comunque, è buon uso presentarsi accompagnate/i.
Diffidate anche di chi cambia costantemente idea, orario, luogo: investirete soldi ed energie per progetti che non prenderanno nemmeno mai il via o peggio, verrete trascinate/i (è trasversale) in qualcosa di torbido.
Non vi fidate di quei fotografi che vi chiedono di partecipare alle spese della location se l’idea è loro. Quando il progetto è comune, le spese si dividono tra i partecipanti ma se interessa solo uno (fotografo, designer, costumista, prop maker, MUA, modella/o), allora è l’interessato che deve farsi carico di tutto, in quanto voi siete al suo servizio e, nella migliore delle ipotesi, vi prestate gratis.

cospaly distrutto

Non vi lasciate trascinare dall’entusiasmo. Sarete sicuramente collaborativi ma evitate di strafare, rischiando di farvi male o di rovinare il vostro costume: potrebbe non valerne la pena…

 

Oggettistica

Non prestate mai i vostri costumi, i vostri prop, ai fotografi.
Seguite i vostri lavori ovunque nel mondo altrimenti correte il grosso rischio che vadano persi o danneggiati. O che non vi vengano mai riconsegnati, nonostante i ripetuti accordi di spedire/consegnare gli oggetti entro una certa data.

Come comportarsi

Fatevi dare un biglietto da visita da chi vi trattiene per più di uno scatto e che si pone, quindi, già come amatoriale e non come semplice spettatore. Controllate che nel cartoncino sia riportato un indirizzo mail/social adeguato. Se ve ne danno uno aziendale -a cui risponde una generica segreteria- chiedete a chi indirizzare eventuali messaggi (ma diffidate di questi ultimi).
Ad ogni modo, evitate di farvi monopolizzare e non posate troppo tempo con uno stesso fotografo a meno che non abbiate la certezza di vedere le foto. Non date l’esclusiva di certe luci, pose e location: ripetetevi e avrete la certezza di portare a casa qualcosa, al massimo un doppione o due.
La delusione di non ricevere bellissimi scatti, visti in preview sul monitor della macchina, potrebbe rovinarvi del tutto il ricordo dell’evento.
Piuttosto che buttare il vostro tempo con dei cialtroni con obiettivi così grandi da rappresentare una forma di compensazione, meglio farsi fare foto, anche mediocri, dai passanti e avere almeno un ricordo.
Con vostra sorpresa, inoltre, scoprirete che molti fotografi amatoriali, di quelli con macchine modeste che quasi vi rubano lo scatto mentre posate con altri meglio attrezzati, spesso producono foto di buona qualità e in tempi rapidi: non hanno pretese di alcun tipo e quindi postano quello che viene. Magari hanno un buon occhio ma nessuna o scarsa competenza tecnica ma, una volta scelte le foto migliori e sempre chiedendo anticipatamente con garbo, potrete elaborarle come meglio ritenete opportuno.
Una volta individuati, fateveli amici: loro potranno sperimentare e voi avrete un buon margine di sicurezza per avere qualche scatto carino.

cosplay normalità

Finita la fiera tornate alla vita di tutti i giorni. Non angustiatevi troppo per le foto e accontentatevi (almeno provateci) di quelle che trovate. Non lasciate che l’ansia rovini il ricordo dei momenti divertenti. Godeteveli fino in fondo.

Liberatoria

Nei casi estremi, in cui doveste posare per set privati, tutelatevi con una liberatoria: questo documento, infatti, vincola entrambe le parti e senza il fotografo non può pubblicare i suoi scatti né voi potete richiederli.
Partecipando a una fiera, invece, che è un evento pubblico, accettate implicitamente che la vostra immagine possa venire usata anche senza il vostro consenso in quanto chiunque, spettatore, amatoriale o professionista, potrebbe ritrarvi.

Riassumendo

Seminate il più possibile per racimolare almeno qualcosa. Soprattutto, tenendo conto del fatto che, da una fiera all’altra, il vostro costume potrebbe danneggiarsi/macchiarsi/strapparsi irreparabilmente: avreste perso tutto il lavoro svolto.
E’ una cosa che non tutti i fotografi capiscono, il perché un cosplayer preferisca uno scatto col telefono a uno con la reflex: per colpa di pochi la reputazione della categoria è rovinata e il cosplayer preferisce la certezza di avere almeno un ricordo (da elaborare in libertà) rispetto all’illusione di un pugno di mosche.
Se lavorate a progetti esterni, set privati, etc, non fatevi scrupoli a chiedere almeno un rimborso per il trasporto e le spese per i materiali (se il progetto nasce da zero): il vostro tempo e il vostro lavoro non sono gratuiti, non potete assecondare le lune, i ritardi e le mancanze degli altri partecipanti e subirne solo le conseguenze.

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About The Author

Cresciuta con la valigia in mano, in giro per il mondo, ama tutto ciò che è diverso e colorato. Deve la sua passione per fumetti, fantascienza e cultura pop ai suoi zii paterni. Di formazione scientifica, si è laureata in Filologia Romanza ed è approdata, successivamente, ad Architettura dove, nel corso di Design di Moda, si laurea con una tesi di Costume Design, argomento che approfondirà l'anno dopo alla Central Saint Martin di Londra. Precisa e pignola, mescola istintivamente le sue conoscenze ovunque debba applicarle: come scrittrice, insegnante e fashion accessory & costume designer. Il cosplay le permette di vivere storie come in un racconto e le fornisce il pretesto per affrontare complicati costumi, ricchi di dettagli.

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