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Alice attraverso lo specchio

Alice attraverso lo specchio

Adrenalinico l’incipit e ben dosato nei tempi il resto, “Alice Attraverso Lo Specchio” di James Bobin, ci colpisce dritti in testa con riflessioni obbligate, ricoprendo i personaggi insoliti di Burton con una buona dose di umanità e ordinarietà che ci lascia a tratti attoniti. Di ritorno da una spedizione, vediamo l’avventurosa protagonista, sempre interpetata dall’affascinante e vitale Mia Wasikowska, destreggiarsi in manovre alla Jack Sparrow per poi essere costretta a tornare in una realtà che le sta stretta: Londra. Sarà il brucaliffo a trascinarla nuovamente nel mondo fantastico che stavolta ha come porta uno specchio.

La simbologia dello specchio ha un fascino sempre nuovo e, vedere Alice attraversarlo, ci lascia ampio spazio di pensiero. Il mondo Sottosopra è di nuovo in pericolo e Alice ha le carte in regola e il coraggio necessario per poter salvare il suo più caro amico: il Cappellaio Matto. Johnny Depp rimane sempre il top dell’interpretazione e in questo nuovo sequel, il suo calzante personaggio acquisisce uno spessore commovente e vero che ci fa affezionare ancora di più.

Alice e il Cappellaio Matto in una scena di Alice attraverso lo specchio

Attraversare lo specchio è anche fare i conti con se stessi, non è facile vedersi per come si è realmente e la ricerca introspettiva è difficile ai più. Alice ce la fa e si ritrova a dover combattere contro il Tempo in persona (un sapiente Sacha Baron Cohen) e contro i rimorsi.

Vi è capitato mai di esservi pentiti di non aver salutato per l’ultima volta una persona a voi cara? O di non aver fatto qualcosa che avrebbe cambiato le vostre vite? Il primo pensiero sarebbe quello di voler tornare indietro nel tempo e rimediare, cambiare anche solo un piccolo dettaglio che avrebbe reso tutto diverso e più facile. La verità è che questo non si può fare, il tempo ci dona il giusto tempo, ci concede ciò cui abbiamo diritto e nulla più. E’ compito nostro avere il coraggio di affrontare tutto e avere la pazienza di aggiustare le cose. Non si bara con il tempo, non esistono trucchi di sorta. Non si può mai tornare indietro, non esistono seconde possibilità. Siamo noi, di fronte alle nostre scelte e ai nostri rimorsi e rimpianti. Apprezzare ciò che abbiamo e dare valore a qualcosa di veramente importante in quel momento è la risposta. Una volta presa consapevolezza di questo e aver “fatto pace con il Tempo”, può sembrare tutto più semplice, anche il rientro ad realtà che prima ci stava tanto stretta.

I costumi

A questo punto diviene doveroso parlare dei magnifici costumi. Rullo di tamburi: è sempre lei, la si riconosce subito, non ci si può sbagliare. Anche stavolta Coleen Atwood ci fa sognare, sprigionando il carattere e le peculiarità dei personaggi attraverso costumi fiabeschi ed esagerati. Alice in outfit stile “mandarino” è oltremodo divertente e sgargiante grazie ad un predominante viola impreziosito da campanelli e rifiniture. Nel Cappellaio Matto ritroviamo lo stile ottocentesco corredato di giacca, papillon e panciotto tutto in dimensioni giganti e con colori dal verde al boredux, in pendant con il cappello sempre esagerato ma semplicemente unico. La Regina Bianca, interpreatata dalla portentosa Anne Hathaway, l’abbiamo sempre vista in un bianco evanescente. Colpisce e piace invece, durante una scena del “passato”, nella sua variante viola-bluette. Il trucco dark soft, facilissimo da realizzare, rimane un must intoccabile dell’amata regina buona. Helena Bonham Carter ci diverte con la sua capigliatura sempre sui generis e con un vestito alla “Biancaneve cattiva” con toni rossi e neri che rendono e riconfermano il suo appropriato ruolo di regina di cuori. In alcune scene ci mostra un fantastico vestito da combattente a metà fra principessa di cuori e guerriera, con bustino dark molto elaborato e rifinito e stivali aderenti da cavallerizza. Ultimo ma non ultimo per importanza è il costume del Tempo: per rendere al meglio la sua magnificenza e il suo mistero Coleen si è affidata ai toni del nero e del grigio come colori predominanti. Cappello nero, stravagante ma serioso, un orologio al posto del cuore, e un mantello che, più imponente e suntuoso di così si muore, completano un costume assolutamente da riproporre e di non difficile realizzazione.

Conclusioni

Trascinandosi appresso un eredità non indifferente, grazie anche a validi alleati quali Danny Elfman alle musiche e la strabiliante costumista Coleen Atwood , Bobin tira fuori 113 minuti di piacevole visione e reinterpretazione del classico “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò” di Lewis Carroll. Chiudete gli occhi e datevi senza freni a questo mondo pieno di cose possibili, dove la parola impossibile non è stata mai udita. James Bobin lo ha fatto e ci è riuscito.

Video di Alice attraverso lo specchio

Il trailer video di Alice attraverso lo specchio direttamente dal canale ufficiale Disney.

About The Author

Sono una ex cosplayer appassionata di cinema, comics e manga. Da sempre mi diletto a scrivere e seguire tutto ciò che questo fantastico mondo mi ha regalato in termini di emozioni. Attualmente lavoro per un'agenzia pubblicitaria nel cuore di Roma, alternandomi tra lavoro e studio alla Facoltà di Comunicazione di Roma Tre.

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