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Animali fantastici e dove trovarli – la recensione

Animali fantastici e dove trovarli – la recensioneScore 83% Score 83%

Sono passati cinque anni dall’addio alla saga di Harry Potter, cinque anni in cui ogni grande fan, in cuor suo, ha aspettato trepidante questo momento: essere di nuovo catapultato in quel fantastico mondo fatto di incantesimi, bacchette magiche, creature fantastiche e lotte “all’ultima magia” tra bene e male, finalmente con Animali fantastici e dove trovarli il momento è arrivato.

Entriamo in contatto con il nuovo “vecchio” mondo

Eccoci, quindi, non più ad Hogwarts, nella gelida Inghilterra, bensì a New York nella metà degli anni ’20 e qualcosa di insolito sta accadendo in città.
La polizia brancola nel buio, ma il Magico Congresso degli Stati Uniti sa che dietro i vari accadimenti si nasconde qualcosa di malefico che, se non fermato in tempo, metterà a rischio l’intera popolazione. Intervenire, però, non sarà facile: in America, i maghi sono costretti ad agire nell’ombra perché perseguitati da gruppi di fanatici al grido di «Vogliamo un’altra Salem!».
Ed è in questa delicata situazione che approda in città il giovane magizoologo Newt Scamander, un Eddie Redmayne perfettamente nella parte, con la sua misteriosa valigetta piena di creature magiche che sapranno farsi benvolere dal pubblico fin dalla loro prima apparizione…

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Eddie Redmayne nei panni del magizoologo Newt Scamander
© 2016 Warner Bros. Entertainment Inc.

J.K Rowling e David Yates, una coppia collaudata

David Yates torna sulla sedia da regista dopo gli ultimi quattro film della saga: postazione che lo vede perfettamente a suo agio, a giudicare dalle scelte registiche che ci riportano ai dinamismi e ai toni dark degli ultimi due capitoli.
Di fianco a lui J.K. Rowling nelle vesti di sceneggiatrice. Il film, infatti, ha una trama del tutto originale basata sul libro Animali Fantastici e dove incontrarli, da lei scritto nel 2001, che in realtà è una sorta di manuale delle creature fantastiche che popolano il mondo creato dall’autrice (n.d.r. insomma, una sorta di Manuale dei mostri, che i giocatori di D&D conoscono bene).

Il film segna quindi l’inizio di qualcosa di nuovo. Al momento sono previsti altri quattro capitoli e, nonostante citi molto spesso l’universo potteriano (lo stesso titolo Animali Fantastici e dove trovarli, di cui sarà autore Scamander, sarà un libro di testo utilizzato proprio a Hogwarts), si nota come voglia percorrere un binario totalmente indipendente.

“Animali fantastici” e un cast perfetto

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Colin Farrell alias Percival Graves
© Warner Bros. Entertainment Inc.

L’atmosfera che si respira, rispetto la saga di Harry Potter, è più adulta: non ci sono goffi studenti che cercano di imparare a usare una bacchetta magica o divertenti partite di Quidditch. Si cita il massacro di Salem e si lasciano intuire i problemi economici che affliggeranno gli Stati Uniti qualche anno più avanti. Certo non mancano spassosi diversivi, costituiti dai “piccoli show” tenuti da alcune delle creature fantastiche (lo so che ora tutti volete uno Snaso a casa!), così come simpatici siparietti tra Jacob, il No Mag (in America i Babbani sono chiamati così) e gli altri protagonisti.

Il cast è assolutamente adeguato: alcuni attori non sono forse conosciutissimi, ma l’intento del regista è quello di portare l’attenzione su altro, a partire da Redmayne (difficile immaginarsi qualcun altro al suo posto), passando per il granitico Colin Farrell nei panni di un fin troppo criptico Percival Graves, fino ad arrivare alla “svampita” Alison Sudol (Queenie) e a Dan Fogler (Jacob) –quest’ultimo, secondo me, il vero protagonista del film– non dimenticando il prezioso cammeo di Johnny Depp (si, è lui… non il giudice Morton di Roger Rabbit!).

Costumi e scenografie, il punto forte

L’aspetto tecnico dei costumi e delle ricostruzioni scenografiche è assolutamente ineccepibile: siamo nel 1926 a Manhattan e nulla ci fa pensare il contrario. La ricostruzione di New York nei Leavesden Studios di Londra, unita a quel tocco di cgi (Computer Generated Imagery) che non guasta mai, è incredibilmente realistica: dalla facciata dell’intero edificio sino al singolo dettaglio, nulla è lasciato al caso.

Così anche per i costumi: la tre volte premio Oscar Colleen Atwood –tanto cara a Tim Burton che l’ha ingaggiata per quasi tutti i suoi film– ha svolto un lavoro egregio, creando uno stile che fonde la moda newyorkese  degli anni ruggenti con quello potteriano. La Atwood è ricorsa a un grande uso di cappotti e cappelli con colori tenui, arricchiti da particolari fregi e tessuti che riportano ad un tema più “fantastico” (si veda lo sfarzoso abito della Presidentessa del Magico Congresso, o il fantastico abito di Percival Graves in cui il cappotto assume le sembianze di un mantello).

E le creature fantastiche? Anche se qualche imperfezione d’interazione si nota nelle creature più grandi, le “bestioline” più piccole sono decisamente credibili nei movimenti e nelle espressioni. Gli elfi domestici, poi, raggiungono un livello di realismo tale da riuscire a impressionare lo spettatore tanto quasi a chiedersi se non esistano veramente.

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Lo Snaso
Photo by Courtesy of Warner Bros. Picture – © 2016 Warner Bros. Entertainment Inc. and Ratpac-Dune Entertainment LLC. All Rights Reserved.

Concludendo, Animali fantastici e dove trovarli ha una sua anima ben definita e tiene per mano lo spettatore portandolo a conoscere un mondo nuovo senza creare uno stacco definitivo con quello conosciuto finora. In questo processo risulta in alcuni punti un po’ lento, soprattutto nella fase iniziale, per poi prendere un discreto ritmo, alternando situazioni divertenti a momenti di pathos e di azione. Non delude i fan più accaniti della serie ma si fa apprezzare anche da chi ha vissuto la saga con meno trasporto anzi, forse sarà proprio questa seconda categoria a trovarlo più interessante.

 

Promettente ma...con cautela

83%

poteva avere un po' più di ritmo le potenzialità ci sono, altri 4 film sono tanti, diamogli fiducia, a patto che non si cada in uno schema narrativo già visto.

Costumi
91%
Effetti speciali
88%
Storia
72%

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