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Cosplay Hub intervista Alessio Buzi

Cosplay Hub intervista Alessio Buzi

Ormai, ogni fiera del fumetto (con annessi cosplayer) è popolata di un numero sempre più nutrito di fotografi che accorrono attrezzati di tutto punto e con tanto di assistenti al seguito, uscendone con le tasche piene di memory card riempite fino all’ultimo bit: non è infrequente, infatti, che un fotografo professionista esegua qualche migliaio di scatti all’interno di una singola fiera, prima di passare i giorni o le settimane successive a esaminare, scartare, correggere e rifinire le immagini migliori. Oggi, Cosplay Hub avvicina uno dei nomi più rispettati – ed amati – tra i fotografi che si sono ritagliati uno spazio in questo ambiente: parliamo di Alessio Buzi, titolare dello studio Alessio Buzi Fotomania.


 

Alessio, sappiamo che la tua attività non è limitata, ovviamente, agli eventi cosplay: ma tu sei riuscito a farti apprezzare (e richiedere) praticamente da qualsiasi cosplayer avesse un costume degno di essere fotografato. Cosa trovi di particolarmente stimolante o attraente in questo ambiente? Perché lo preferisci ad altri?

Prima di tutto ci tengo a sottolineare che amo tutta la fotografia: dal nudo alla macro. Penso che ogni settore abbia il suo fascino, le sue difficoltà e soddisfazioni. Con la fotografia dedicata al cosplay ho la possibilità di esasperare al massimo la creatività, amo molto sfruttare le luci particolari (spesso esagerando), quando invece lavori su altri generi devi pensare ad esaltare il soggetto: non puoi permetterti scelte troppo esasperate. Col cosplay è diverso. L’importante è rispettare il personaggio rappresentato (poi ogni caso è diverso), ma puoi utilizzare tantissimo i controluce (sia artificiali che naturali), sperimentare inquadrature al limite, scattare dei primi piani con un grandangolo per esaltare le armi o alcune parti del cosplay.
Per quello che riguarda il lato umano, posso dire che le persone che frequentano le fiere sono sempre molto disponibili, cordiali e si instaura un clima veramente piacevole dove esprimersi al meglio… anche se, ultimamente, si sta perdendo questo aspetto. Le persone sono molto legate ai “like”, si fa di tutto per screditarsi tra fotografi ed ogni scusa è buona per lanciare una nuova polemica.

Alessio Buzi montaggio 1

Anche in questo ambiente, c’è parecchia concorrenza in giro. Senza stare a fare nomi, che non è mai una roba elegante, cosa pensi della crescente presenza di pseudoprofessionisti che spesso si improvvisano fotografi e offrono i loro servizi, a pagamento o gratuitamente che sia?

La crescente diffusione di fotografi in fiera è legata anche alla popolarità e diffusione del concetto stesso di cosplay. Purtroppo bisogna fare sempre distinzione tra persone interessate a realizzare un progetto creativo ed altri legati alla popolarità… o secondi fini ancora meno nobili, però penso che sia evidente la differenza e che non sia un problema effettivo, anzi, è, almeno per me, uno stimolo a produrre materiale di qualità.
Per quanto concerne la questione legata alla retribuzione, ho una visione del problema un po’ particolare. Penso che ognuno debba essere libero di fare le proprie scelte, senza essere vincolato in nessun modo, ma allo stesso tempo deve rispettare il lavoro altrui: senza limitare o danneggiare gli altri. Mi spiego meglio: non condivido – ma rispetto – l’idea di farsi pagare durante le fiere, capisco che ci sono tantissime spese per i fotografi e quindi non c’è nulla di male a chiedere una specie di rimborso (non sto parlando di fiere private, ma di eventi che si tengono in ambienti pubblici)… ma penso anche che in fiera non sia possibile realizzare un set fotografico degno di questo nome. Io almeno non me la sento di chiedere soldi per un lavoro dove non posso dare il 100%, per tantissime ragioni, tra le quali l’ambientazione improvvisata, il poco tempo da dedicare ad ogni singolo personaggio e, non ultima, l’inevitabile confusione.
Come già detto in precedenza, non condanno questo comportamento. È giusto che un cosplayer che voglia assicurarsi delle foto possa contattare un fotografo professionista per i suoi scatti dietro retribuzione. Il concetto di domanda/offerta, se sta bene ad entrambe le parti, è perfetto. Il fotografo sa bene che non potrà chiedere cifre alte, e il cosplayer sa che non riceverà la stessa cura che potrebbe ottenere in un set privato… il che è sempre il mio consiglio. Enfatizzando il personaggio con le giuste luci e soprattutto con un’ambientazione studiata ad hoc per il personaggio, si possono ottenere risultati impossibili da ottenere in fiera.

Alessio-Buzi-montaggio-2

La preparazione per un fotografo è sensibilmente diversa da quella di un cosplayer. Sappiamo tutti, più o meno, come trascorre le ore prima di una fiera un cosplayer medio: chino sulla macchina da cucire, a incollare l’elsa di una spada o a pregare qualche oscura divinità che il corriere recapiti per tempo i suoi props o le sue lenti a contatto. Ma un fotografo? Come ti organizzi, e quanto tempo prima? Cosa c’è che noi altri mortali non conosciamo dietro la fiera vista con gli occhi di un fotografo professionista?

Questa è una domanda interessantissima, perché mette in luce due mondi differenti ma molto vicini. Per sintetizzare, diciamo che tutto il lavoro del cosplayer inizia mesi prima e finisce terminata la fiera. Per il fotografo è l’esatto contrario. Il suo lavoro inizia la mattina della fiera e dura fino a settimane dopo per la postproduzione. Nel mio caso specifico, poi, amo molto curare i dettagli dei personaggi. Mi è capitato di scattare a cosplay che non conoscevo, quindi ero impreparato sulle pose o sulle luci più adatte a quel personaggio. Per evitare questo problema, adesso il mio lavoro inizia persino prima della fiera: i cosplayer mi informano con anticipo sui personaggi che porteranno agli eventi, e io ho il tempo di documentarmi, preparare l’attrezzatura e salvarmi delle foto di riferimento.
Amo scattare a personaggi che già conosco, dove il mio lavoro può dare un contributo diretto e non vivere la fiera passivamente. Ma chiaramente una foto non la nego a nessuno.

Cosa pensi che renda le tue fotografie “speciali”? Qual è la tua marcia in più?

Non penso d’avere un talento particolare: semplicemente curo i dettagli e le luci, per deformazione professionale. Cerco sempre di studiare a fondo il personaggio e come viene rappresentato per renderlo al massimo.
Penso che un fotografo non debba semplicemente cliccare un pulsante di una costosissima reflex, ma deve interagire con il modello, prima di tutto mettendolo a proprio agio, poi aiutandolo con le pose che possono esaltare il suo fisico e il cosplay che indossa. Mai sottovalutare il contatto umano in una sessione fotografica. Dopotutto, si cerca di catturare un’emozione, e se la persona che fotografi non si sente a suo agio… beh è la fine, puoi essere il fotografo più bravo in assoluto con la tecnica e attrezzatura più evoluta, ma le tue foto saranno sempre limitate. Soprattutto in questo ambiente, dove non tutti i cosplayer sono dei modelli e sanno posare.

Alessio-Buzi-montaggio-3

Esegui postproduzione sui tuoi scatti? Se sì, sempre o solo in alcuni casi? Cosa pensi, più generalmente, del fotoritocco digitale?

Anche qui ho la mia visione personale. Diciamo che spesso ammiro i lavori di fotoritocco digitale estremi, se ben realizzati, dove viene cambiata l’ambientazione, parte del cosplayer e del cosplay. Ma lo ritengo un lavoro più da grafico che da fotografo. Potrà sembrare una sciocchezza, invece è una differenza enorme. Nel mio caso, odio passare troppe ore a ritoccare una foto, non è il mio lavoro, a me piace ambientare i personaggi e farli interagire con la location… anche se spesso in fiera, come ho detto, non è il massimo. Ma soprattutto odio stravolgere forme e colori dei cosplay; se mi accorgo che sto lavorando da troppo tempo una fotografia, capisco di aver sbagliato qualcosa e la cestino. Detto questo, non voglio assolutamente schierarmi con le persone che non contemplano alcuna forma di correzione digitale e anzi scattano direttamente in jpeg per pubblicarle il prima possibile. Io amo scattare in raw e ottimizzare i miei scatti per contrasti e luci… ma difficilmente vedrai una mia foto stravolta da interventi grafici estremi.

Immagina di dover dare consigli a chi si accosta per la prima volta (professionalmente, s’intende) come fotografo a un evento cosplay. A cosa dovrebbe stare attento? Cosa dovrebbe evitare? Cosa dovrebbe portare a casa, a fine giornata?

Il mio consiglio è: non subite l’ansia che dimostrano tanti miei colleghi, ma vivete la fiera come divertimento, cioè per quello che è nata e soprattutto non scattate senza pensare al soggetto. È perfettamente inutile portare a casa 1000 foto che non hanno un valore, il vero piacere è produrre qualcosa di creativo e assaporare appieno le fasi di scatto, la sistemazione delle luci, la scelta dei tempi e, nel limite del possibile, divertirsi e interagire con i personaggi.
Ricordatevelo: il vero valore aggiunto è l’aspetto umano, unito alla creatività e alla tecnica. Troppo spesso ci si preoccupa dell’attrezzatura, o si ha la fobia d’essere copiati da altri fotografi. A fine giornata dovete essere soddisfatti del vostro lavoro. Non importa se vi portate a casa cento scatti o soltanto una decina: l’importante è divertirsi ed essere creativi.

Reflex

Due parole sull’attrezzatura. Qual è l’equipaggiamento base da portarsi appresso per far fronte alla maggior parte delle esigenze e delle richieste “sul campo”?

Io sono un appassionato di ottiche fisse, perché hanno un incisività unica, a cui le normali lenti zoom non si possono neanche avvicinare. Inoltre hanno la possibilità di limitare moltissimo la profondità di campo, in modo da gestirla al meglio in base alla confusione. Non bisogna sottovalutare neanche l’aspetto legato alle luci, è importantissimo avere diverse possibilità per gestire situazioni eterogenee… quindi consiglio di portare con sè almeno due flash con un controllo remoto (assolutamente mai affidarsi al flash montato in camera), un paio di luci a led continue (che si possono trovare anche a prezzi veramente bassi) e un pannello per illuminare i soggetti in esterna sfruttando la luce del sole.

Come già detto, non ci interessano i nomi, ma ci piacerebbe sapere se c’è stato, nel passato recente o meno recente, qualche cosplayer che ti ha fatto perdere la pazienza: vuoi per arroganza, vuoi per le assurdità delle richieste o per semplice maleducazione. Potrebbe aiutare chi legge a rapportarsi meglio con la categoria intera.

Paradossalmente ho avuto più problemi con colleghi fotografi che con cosplayer… ma alcuni casi si sono effettivamente verificati. Per citare qualche esempio, mi è capitato di discutere con persone che, giusto a fine fiera, volevano a tutti i costi essere fotografati, anche se non ce n’era più il tempo. O altri che volevano saltare la coda che si formava per scattare con me. Questo è un atteggiamento davvero sciocco. Moltissimi cosplayer si credono più importanti di altri, e mi è capitato più di una volta, mentre scattavo, di sentire alle spalle commenti veramente offensivi, di persone che sostenevano che non avrei dovuto perdere tempo con certi cosplayer, ma avrei dovuto piuttosto dare risalto ai “veri VIP” delle fiere. Una maleducazione unica.
Mentre per le richieste particolari, non ho esempi dove mi posso lamentare… al massimo l’eccessivo zelo da parte di alcuni personaggi che mostrano fin troppo, per una fiera, oppure esagerano arrampicandosi in location proibite. Mi piace lavorare sempre in sicurezza, quindi chiedo sempre di non eccedere. Farsi male per una fotografia non vale mai la pena. Un’altra richiesta fuori luogo, nella sempre crescente ricerca del “like” a tutti costi, è la fretta per la consegna degli scatti: poco importa, a queste persone, che meno tempo impiego nella post produzione e minore sarà la qualità fotografica.

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Chiudiamo con una domanda più generica: qual è il tuo fotografo (o fotografa) di riferimento, non necessariamente in ambito cosplay?

Il mio fotografo di riferimento è senza dubbio Helmut Newton, non tanto per la qualità delle sue opere, che erano ad un livello eccezionale, ma per la sua filosofia di vita: la fotografia vista come divertimento. Newton spesso si vantava d’essere pagato tantissimo per svolgere un lavoro che avrebbe fatto anche gratuitamente. Trasformate la vostra passione in lavoro, e non lavorerete un solo giorno della vostra vita. Vivete la fotografia come ricerca di creatività, scoprite il mondo attraverso l’obiettivo, divertitevi sempre e comunque. Mi piace chiudere con una sua frase che spesso enunciava riguardo ai fotografi:
“Io sono un voyeur… penso che qualsiasi fotografo sia un voyeur… che faccia fotografie erotiche o altro, penso che comunque sia un voyeur. Si passa la vita a guardare attraverso un buco della serratura. Se un fotografo dice di non essere un voyeur è un idiota”.
(Helmut Newton)

 

About The Author

Luca Morandi è un designer e ha lavorato per anni nel mondo della pubblicità e dei grandi eventi. Nel 2007 si è avvicinato al cosplay, da subito in maniera professionale, ed è intervenuto a tutte le più importanti fiere italiane ottenendo riconoscimenti di pubblico e nei contest.

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