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Suicide Squad visto dai nostri Joker

Suicide Squad visto dai nostri Joker

Vi rimandiamo QUI alla prima parte dell’articolo dove tre cosplayer, nei panni di Harley Quinn, sono state intervistate da Cosplay Hub all’uscita dell’anteprima italiana di Suicide Squad, fornendo, oltre il loro parere sul film, suggerimenti su come realizzare dei cosplay ispirati alla pellicola di Ayer quanto più possibile vicini alla perfezione.
Questa volta è il momento di passare la parola a tre tra i Joker più incredibilmente accurati che popolano il panorama cosplay italiano: preparatevi ad ascoltare gli schizzatissimi Nicolas Lombardo, Emanuele Bolognari e William Dry.


Nicolas Lombardo

Joker-by-Nicolas-Lombardo

1) Cosa ne pensi del film? Ha soddisfatto le tue aspettative? Vuoi farci una mini-recensione?

Il film ha assolutamente soddisfatto le mie aspettative: ogni personaggio è stato caratterizzato a suo modo ed ognuno ha avuto il suo spazio. Niente è stato lasciato al caso, come le battute, messe in momenti giusti e strategici; la risata c’era e al momento opportuno, a differenza di molti film odierni in cui purtroppo la “battuta” viene spesso male utilizzata risultando quasi squallida e, a volte, del tutto fuori luogo. Il ritmo è coinvolgente ed intrigante. La trama lineare è forse un po’ povera di sostanza ma, alla fine, era quello che mi aspettavo e volevo poiché, mettendo questa in secondo piano, il fulcro del film si è spostato sui personaggi stessi.

2) Cosa ne pensi di come sia stato sviluppato il personaggio del Joker? Il regista ha fatto centro o c’è qualcosa che avresti cambiato?

Per quanto riguarda il Joker penso che fare un paragone con le interpretazioni passate (come è, ahimè, consono) sia sbagliato. Se prendiamo il Joker di Heath Ledger, vediamo un personaggio la cui parola distintiva è verosimile: ci troviamo nella Gotham City creata da Christopher Nolan, e cioè un mondo dove i nemici non hanno superpoteri, Batman è attrezzato con gadget militari e tutto gira tutto intorno al criterio del possibile. Qui, nella pellicola di Ayer, ci troviamo in un contesto completamente diverso: più fumettistico, in cui incontriamo streghe, entità sovrumane, poteri sovrannaturali ed altro. In questo contesto il Joker di Jared Leto è completamente a casa, regalandoci un’interpretazione del nostro criminale psicopatico più che gradevole ed intrigante.

3) Quali sono le principali problematiche alle quali va incontro chi si cimenta nel cosplay del Joker? Hai dei suggerimenti?

Superato l’ostacolo economico, fare il cosplay del Joker è relativamente semplice. Nella maggior parte delle versioni vediamo una specie di clown che indossa – per quanto bizzarri – degli abiti (a differenza di altri personaggi che hanno tute in spandex o armature), rendendo la reperibilità del completo o la creazione del tale più semplice.
Il vero ostacolo che si trova davanti un “aspirante Joker” è l’interpretazione.
Troppe volte ho visto cosplayer del Clown di Gotham timidi e chiusi. Sbagliato.
Questo personaggio è l’estroversione, la sfacciataggine, la pazzia fatta persona.
Quindi nell’interpretarlo, per quanto difficile, si deve cercare di esprimere quella spudoratezza, quella cattiveria, quell’instabilità mentale e quella sicurezza che lo caratterizzano profondamente. È questa la chiave per eccellere come cosplayer del Principe del Crimine: il sapersi sentire e comportare come lui, mettendo da parte timidezza ed altro. Quando indossate quegli abiti viola e vi truccate in quel modo, non siete più voi… siete il JOKER. ?

QUI la pagina Facebook di Nicolas.


Emanuele Bolognari

Emanuele-Bolognari-Joker

1) Cosa ne pensi del film? Ha soddisfatto le tue aspettative? Vuoi farci una mini-recensione?

Ero partito con l’idea di vedere qualcosa che non mi sarebbe piaciuto, dato che alcuni look e ruoli scelti – quando sono stati svelati – non mi hanno fatto impazzire. Invece, guardandolo, devo dire che mi ha lasciato abbastanza soddisfatto. Nonostante le svariate critiche  e il mio scetticismo iniziale, è stato molto godibile.
Io non sono bravo con le recensioni, ma posso dire che per chi ha letto i fumetti e conosce un po’ i personaggi, il film è studiato non solo per un pubblico giovane e attuale, ma per i veri fan. Non andate via appena iniziati i titoli di coda, perché dopo – come ci insegnano i film Marvel, anche se qui si tratta di un film marchiato Dc – c’è un’interessante clip, assolutamente  da non perdere.
Nel film, oltre a tanta azione, c’è una cosa che a me piace particolarmente: lo studio psicologico dei personaggi. Capiremo il loro vero essere, capiremo cosa e perché li ha portati ad essere “cattivi”, anche se il regista trova comunque il modo di strapparti qualche risata! Suicide Squad riesce ad incollarti allo schermo e a farti dire “Figo… e adesso che accade?”. Insomma, una pellicola seria e nello stesso tempo molto dark, e molto fumettosa.
Se dovessi indicarne un paio, i personaggi che hanno più spessore e rendono più bello il tutto sono proprio la Harley di Margot e il DeadShot di Smith.

2) Cosa ne pensi di come sia stato sviluppato il personaggio del Joker? Il regista ha fatto centro o c’è qualcosa che avresti cambiato?

Come ho detto in precedenza, non ho avuto modo di studiarmelo bene, e purtroppo nel film non appare moltissimo. È brutto dire che sembrerebbe più un film dedicato ad Harley Quinn… ma a me ha dato esattamente quest’impressione. Però, in tutta onesta, non mi è dispiaciuto particolarmente perché ancora oggi, nonostante abbia visto Leto recitare e in azione (e il suo livello recitativo è davvero ottimo), permangono i miei dubbi sul look. E non parlo  soltanto di abiti, ma anche di make-up. Siamo stati abituati a dei Joker sempre bianchi, dipinti come clown, e vedere un Joker che di bianco non ha nulla e che esibisce un colorito pallido, mi fa più pensare a uno dei tanti vampiri televisivi. Accetto a malincuore i denti incapsulati (hanno un motivo ben preciso che nel film non scopriremo, ma chi legge i fumetti conosce bene), ma ecco, questa faccenda del colorito potevano giocarsela meglio. Personalmente ho un sospetto sul perché di questa scelta, ma per ora no comment. 

3) Quali sono le principali problematiche alle quali va incontro chi si cimenta nel cosplay del Joker? Hai dei suggerimenti?

La prima problematica è l’interpretazione. Noi lo vediamo nei cartoni, nei film, nei videogiochi, nei fumetti, e cerchiamo di imitarlo: ma con uno come lui, non basta. Un personaggio come lui richiede un’immedesimazione quasi totale, ma come fare? Non dico che sia necessario uccidere qualcuno o fare saltare in aria edifici o mettere in atto rapine eccetera eccetera… ma fermarsi, prendere un respiro e provare a pensare come lui, ragionare come lui, parlare come lui, cercare di copiare  i suoi tic, replicare il suo timbro di voce, la risata. Possono sembrare tutte cose semplici, ma, credetemi, io ci lavoro sopra da anni: non lo sono affatto.
Esaurita la questione interpretazione, un cosplay del Joker richiede la massima attenzione al trucco. Chi vorrà riprodurre il look di Leto dovrà studiarsi i tatuaggi, trovare un modo per rendere metallici i denti, dipingere con attenzione non solo i capelli ma anche le sopracciglia.
Il make-up
 di Heath Ledger potrebbe sembrare più semplice: convinzione falsa, perché bisogna ricostruire le cicatrici – in primis – per poi passare ad un trucco non “pulito”, ma sfatto… e non sfatto a caso, perché ogni segno, ogni dettaglio sulla sua faccia è importante e ha un significato ben preciso.
Se invece ci si orienta per una versione fumettistica o di un videogioco, scoprirete che il solo trucco non basta: bisogna ricostruire parti del viso più esagerate, tipo il mento appuntito, il naso, la stempiatura… insomma, dovrete cambiarvi quasi completamente i connotati.
Per ultimo, gli abiti: sono zeppi di piccoli dettagli, e ricrearli alla perfezione è un lavoro arduo… ma non impossibile! L’unico consiglio che posso dare – e non solo nel cosplay di Joker ma in generale – fatelo divertendovi, cercando di mantenere un buon compromesso tra qualità dei materiali, livello del dettaglio, interpretazione e makeup.

QUI la pagina Facebook di Emanuele.


William Dray

Joker-by-William

1) Cosa ne pensi del film? Ha soddisfatto le tue aspettative? Vuoi farci una mini-recensione?

Assolutamente sì: il film ha soddisfatto le mie aspettative, per quanto devo ammettere che la sceneggiatura non sia delle migliori. A tratti un po’ semplicistica, con passaggi poco chiari e forzati, ma il divertimento c’è stato, e non poco, inutile negarlo.

2) Cosa ne pensi di come sia stato sviluppato il personaggio del Joker? Il regista ha fatto centro o c’è qualcosa che avresti cambiato?

Mi piace molto il modo in cui hanno sviluppato e rimodernizzato l’immagine del Joker: fermo restando il magnifico lavoro fatto dai suoi predecessori (non ricordo un solo Joker che non fosse d’impatto), credo che anche Leto si farà ricordare (e, una volta tanto, il personaggio durerà più di un solo film). Approvo anche lo spazio (poco) che gli hanno dato nel film: il fatto che sia una pellicola corale e non incentrata su di lui è valida, senza contare che quando entra in scena è assolutamente d’impatto.

3) Quali sono le principali problematiche alle quali va incontro chi si cimenta nel cosplay del Joker? Hai dei suggerimenti?

Il problema più grande nella versione in Suicide Squad è sicuramente il trucco. Preparatevi a tante, tante prove, e procuratevi qualche volenteroso/a che vi dipinga con la grafia giusta sul viso e sul corpo i vari tatuaggi (dovrete raccogliere quanto più possibile materiale fotografico tratto dal film, non improvvisate). Vi porterà via molto tempo… ma è un cosplay che dà le sue soddisfazioni!

QUI la pagina di William.

About The Author

Luca Morandi è un designer e ha lavorato per anni nel mondo della pubblicità e dei grandi eventi. Nel 2007 si è avvicinato al cosplay, da subito in maniera professionale, ed è intervenuto a tutte le più importanti fiere italiane ottenendo riconoscimenti di pubblico e nei contest.

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