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Cosplay Hub intervista Ambra Pazzani

Cosplay Hub intervista Ambra Pazzani

Ambra Pazzani, romana, 23 anni, studendessa di ecobiologia, inizia a fare cosplay nel 2012, quasi in sordina. Nel giro di pochissimi anni la qualità dei suoi outfit migliora esponenzialmente e le sua abilità interpretative la fanno presto emergere tra il sempre più nutrito parco di cosplayer nostrane, fino a porla ai livelli di eccellenza odierni: abbiamo ormai perso il numero dei fotografi e delle aziende con cui ha collaborato per progetti artistici e pubblicitari, il tutto senza mai darsi arie da diva o da primadonna, ma anzi affrontando tutta questa improvvisa popolarità con ironia e intelligenza.
Ambra ha accettato di prestarsi per un’intervista esclusiva a Cosplay Hub… pronti?


Sei una delle cosplayer italiane più amate e fotografate. Quando pubblichi una tua foto su Facebook non sempre, ma molto spesso, i like arrivano a tre cifre. Partiamo quindi con una domanda fuori dai denti: credi che la maggior parte di essi provengano da utenti maschi? E se sì, perché?

Lo ammetto senza alcun problema; spesso la scelta dei miei costumi cade su outfit che delineano o in parte mostrano le forme del corpo, dunque è normale che i like arrivino in maggioranza dal sesso opposto, anche se spesso questo purtroppo banalizza il mio lavoro, come quello di tante altre ragazze. Tuttavia, sono felice di constatare di avere anche un seguito femminile che ultimamente sta crescendo, che mi fa sentire più apprezzata come cosplayer, senza nulla togliere alle buone intenzioni di tanti utenti maschi. Sono più contenta di ricevere un apprezzamento da persone che vedano qualcosa di più di un corpo con qualche scollatura, piuttosto che numeri di likes a tre cifre.

Ambra Pazzani

Foto di Xeno Link Photography

Fermo restando che il fisico non è tutto, è innegabile che nel cosplay aiuta. TI chiediamo nuovamente di essere molto sincera, di pensarci e rispondere: credi che avresti avuto lo stesso seguito se avessi avuto, per così dire, un fisico meno “appariscente”? Magari con qualche curva di meno o dei chili di troppo?

Non posso dirlo con certezza. Sicuramente avere un buon fisico aiuta, e avere forme pronunciate mi ha aiutato ad impersonare personaggi più appariscenti, come eroine Marvel e DC, che basano molto del design sulla fisicità. Tuttavia, il corpo non è tutto, moltissime cosplayer con un fisico diverso dal mio hanno realizzato costumi di altissima fattura e sono riconosciute internazionalmente; basare tutto il proprio personaggio su un fisico appariscente rende forse più semplice farsi notare, ma non si può reggere il confronto con costumi impegnati e tecniche di lavorazione più accurate e studiate.
Personalmente, forse sarei stata meno notata, con un corpo diverso, ma mi sono sempre impegnata per le opportunità che mi si sono presentate; magari in maniera diversa, ma non ho dubbi che avrei dato prova della mia dedizione.

Di certo, nel tempo, avrai ricevuto anche qualche attenzione “non gradita”, diciamo così, da parte di ammiratori che ti hanno fatto complimenti pesanti o fatto qualche proposta fuori le righe. Senza scadere nella volgarità, riesci a ricordartene qualcuno tra i più assurdi? E come reagisci, in genere, quando qualcuno, attorno a te, esagera?

Capita tuttora, molte persone non sanno adottare educazione e civiltà. Ci sono diverse esagerazioni: le molestie sessuali nelle chat di Facebook o Instagram, con l’invio di foto volgari; accuse di aver comprato likes alle foto (senza prova alcuna), il tutto corredato da pesanti insulti in pubblico; attacchi per aver ridisegnato l’outfit di un personaggio in maniera più succinta (cosa da me mai fatta e nella quale non trovo nulla di male, ma un utente temeva un giorno avrei denudato un personaggio e iniziò una campagna d’odio nei miei confronti), e così via.
Le mie risposte non prevedono mai l’insulto o la volgarità, che ripudio, ma spesso esagero con spiegazioni non dovute, anche se l’effetto da me desiderato è ottenuto. Probabilmente devo solo imparare ad impiegare meglio il mio tempo, invece di rispondere a insulti senza fondamenti.

Ambra Pazzani Loki

Loki (Marvel universe)

Il tuo ragazzo gravita nel mondo del cosplay? Se sì, da semplice spettatore o ha una parte più attiva? E come vede la tua passione? Avete mai discusso a causa del cosplay?

Era un cosplayer, ora presenta le gare in fiera e ha un suo show, è parte molto attiva di questo mondo, pur non facendo più costumi. Ricorda quando gli eventi cosplay erano molto più ridotti e come siano cresciuti nel tempo, dunque può dirmi come questo ambiente sia cambiato nel corso degli anni.
Non abbiamo mai discusso e non ci sono i presupposti perché ciò accada, entrambi sappiamo il tipo di personaggio che siamo in ambiente di fiera, così ci siamo conosciuti e così ci accettiamo e piacciamo, se un giorno dovesse esserci qualche problema, basterà parlarne.

Credi che avere un partner cosplayer aiuti a vivere meglio il tuo hobby? Cosa pensi, più in generale, delle storie d’amore che nascono in questo ambiente? Cosa hanno di speciale (in un senso o nell’altro)?

Ci sono dei pro e dei contro: bisogna ricordare che si tratta di un hobby, nessuno dei due deve sentirsi vincolato dall’altro. Al contempo, fa molto piacere portare due personaggi in coppia, conosco molti ragazzi che continuano negli anni a preparare costumi insieme e vivono la fiera insieme, dà un grande senso di unione e condivisione.
Conoscere qualcuno partendo da un hobby può far comprendere molto sulla persona, se si sa ben interpretare. Naturalmente bisogna ricordare che l’hobby non è tutto, il vero confronto si fa nella vita di tutti i giorni.

Ambra Wonder Woman by Alessio Buzi

Wonder Woman, da Batman v Superman (foto di Alessio Buzi)

Qual è il tuo cosplay che ha riscosso il maggior successo di pubblico? E quali sono i motivi, secondo te, che l’hanno fatto preferire ad altri per i quali magari ti sei spesa anche di più?

Il cosplay che mi ha fatto inizialmente conoscere e per il quale mi si ricorda spesso è X-23, è stato il primo che ho scelto dopo aver capito cosa significasse ‘cosplay’, perché scelsi quel particolare personaggio tra tanti e perché si adatta bene alla mia fisionomia. È piuttosto semplice, lo indosso ancora spesso per affetto e comodità.
Il maggior successo l’ho tuttavia ottenuto con Wonder Woman da ‘Btman Vs Superman; molti mi chiedevano da anni il cosplay in versione classica, con l’uscita del film c’è stata l’elaborazione del nuovo design, mi hanno indicato una somiglianza tra me e l’attrice Gal Gadot (di viso naturalmente, in altezza ci separano probabilmente minimo 15 centimetri), ebbi un’offerta lavorativa basata su quel costume (poi naufragata a causa degli eventi), ed era quello che si definisce ‘il cosplay giusto al momento giusto’. L’unione di questi fattori, oltre al mio personale piacere di interpretare un personaggio dal carattere forte e determinato, mi ha permesso di avere un cosplay apprezzato e che ho usato diverse volte per lavorare in fiera.

Qual è un cosplay che non ripeteresti? E perché?

In realtà non ce n’è uno: faccio ciò che mi ispira sul momento o che mi viene richiesto dall’organizzazione della fiera, dunque potrei indossare di nuovo qualsiasi costume. Al massimo, potrei non avere voglia di portarlo in quel preciso momento… ma se ho scelto di fare determinati costumi, era perché mi piaceva il personaggio.

Ambra Pazzani X-23

X-23 (Marvel Universe)

Qual è, invece, il cosplay che vorresti portare ma che è praticamente irrealizzabile (e per quali motivi)?

Di solito sono cosplay con piume, direi a causa del costo delle piume stesse, che userei a profusione. Non riesco a realizzare un costume con materiali di scarsa qualità, l’effetto finale ne risente e so che avrei potuto fare di meglio, non sarei a mio agio.

Immagina di dover dare dei consigli a una ragazza che si affaccia per la prima volta su questo mondo. Quale sarebbero i tre principali errori da cui la metteresti in guardia prima di iniziare?

Non ci sono ‘errori’, deve solo non sentirsi forzata e non fare una cosa che non la convinca. Si fa cosplay per piacersi e sentirsi apprezzati, oltre che per amore di un personaggio, non sentirsi a proprio agio con se stessi è il primo passo per voler smettere o perdere autostima.

Foto di Matteo Sciarra

Foto di Matteo Sciarra

L’ultima domanda è, tradizionalmente, volta a scoprire i tuoi progetti futuri. Cosa hai in serbo per i due grandi, prossimi appuntamenti cosplay, e cioè il Romics di ottobre e il Lucca Comics? Puoi darci un’anticipazione?

Spesso i miei programmi cambiano all’ultimo secondo. Di sicuro ho in lavorazione Kitana da MK IX e probabilmente riporterò il mio Magikarp gijinka (che migliorerò nei dettagli, avendolo per ora fatto in due giorni!), in più sto cucendo un nuovo abito per Athena da Saint Seiya, con gonna più ampia del precedente.
E poi, chissà! Potrei anche deciderne uno nuovo tre giorni prima!

About The Author

Luca Morandi è un designer e ha lavorato per anni nel mondo della pubblicità e dei grandi eventi. Nel 2007 si è avvicinato al cosplay, da subito in maniera professionale, ed è intervenuto a tutte le più importanti fiere italiane ottenendo riconoscimenti di pubblico e nei contest.

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