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Crossplay VS Genderplay

Crossplay VS Genderplay

Circa l'autore

Charlie Giangri

Cresciuta con la valigia in mano, in giro per il mondo, ama tutto ciò che è diverso e colorato. Deve la sua passione per fumetti, fantascienza e cultura pop ai suoi zii paterni. Di formazione scientifica, si è laureata in Filologia Romanza ed è approdata, successivamente, ad Architettura dove, nel corso di Design di Moda, si laurea con una tesi di Costume Design, argomento che approfondirà l'anno dopo alla Central Saint Martin di Londra. Precisa e pignola, mescola istintivamente le sue conoscenze ovunque debba applicarle: come scrittrice, insegnante e fashion accessory & costume designer. Il cosplay le permette di vivere storie come in un racconto e le fornisce il pretesto per affrontare complicati costumi, ricchi di dettagli.

2 Commenti

  1. Nami-swan

    a me quello che da maggiore fastidio, pur essendo una Cosplayer da anni.. e proprio il fatto che tutti questi gruppetti, si nascondono dietro la parola “genderbend or genderswich” per poi andarsene in un angolo o in mezzo a tutti con un altra amichetta “fotografa” (o molte volte e il compagno di una Delle due) e le vedi limonare e palparsi tra di loro, tanto sono “genderbend” non stanno “lesbicando” in pubblico!!! (noo)
    a molti da fastidio vedere queste cose, perché è un nascondere la propria omosessualità/bisessualità dietro il cosplay x non essere giudicato, oppure allontanato dall’amica di turno con cui ci sta palesemente provando! poi c’è il lato “maniaco” che non vede l’ora di vedere qualche teenager lesbicare in pubblico, fingendosi maschio e femmina (crossdressing anche fatti malissimo e altrettanto esagerati dal originale…) sono pochi i personaggi maschili che ho interpretato, e fin ora solo per shooting (no fiere – no meeting) mi concentro di più ai dettagli del vestito e nella caratterizzazione del personaggio, non mi metto a lesbicare con un amica che interpreta un altro personaggio maschile solo perché mi piace lo Yaoi. capisci che intendo?
    (per quello ci sono fanart e fanfict.) ecco. molti non sanno darsi un limite d’esagerazione. e finiscono sempre nella banale pagliacciata/esibizionismo senza freni.

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    • Charlie Giangri

      Posso dire di concordare con te a livello personale. Purtroppo certi comportamenti non sono scatenati dal tipo di cosplay che si sceglie di fare quanto piuttosto dalla poca sensibilità dei soggetti, che si comporterebbero in questo modo (talvolta esagerato e inappropriato) anche in altri contesti.
      A me, ad esempio, dà fastidio anche quando amici con cui sei fuori a cena non riescono a staccarsi due secondi come non si vedessero da secoli… molto dipende anche dalla sensibilità dello spettatore.
      Al di là di questo, come credo avrai capito, anch’io preferisco la qualità (estetico-interpretativa) e l’articolo nasceva solo per rivelare al mondo che, se vuoi, se ti piace un personaggio che non ti si attaglia per il genere, puoi farlo lo stesso 😉

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