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Krim Foll Fox: la straordinaria Afrodite di Pesci tra Driadi e Moon Babies

Krim Foll Fox: la straordinaria Afrodite di Pesci tra Driadi e Moon Babies

Eccoci, finalmente, con Krim Foll Fox che si è guadagnata un combattuto secondo posto nel My best Cosplay Contest di Luglio di Cosplay Hub da parte della redazione e che, a breve, comincerà a collaborare con noi.


Allora, cosa ci dici delle tua vittoria e della concorrenza?

Grazie a voi, soprattutto per dare l’opportunità a tutti noi cosplayer di mostrare i nostri lavori.
In realtà c’erano così  tanti cosplay iscritti che non solo non mi aspettavo di vincere, ma non sono nemmeno riuscita a vederli tutti!
Il mio Afrodite dei Pesci è uno di quei Cavalieri dello Zodiaco che non viene portato spesso e credo che la scelta della versione cinematografica abbia incuriosito la redazione.

Parliamo di te e del cosplay, degli esordi, di ciò che ti spinge e anche del tuo curioso nick name.

Sono stata sempre una persona molto creativa, modaiola, amante del Giappone, degli anime e con una discreta dose di follia, grazie alla quale ho avuto il coraggio di lanciarmi in sfide anche più grandi di me…
I miei primi passi nel mondo del cosplay li ho mossi agli inizi del 2014, quando accettai la proposta di un amico per presentare un contest cosplay, pur non sapendo esattamente cosa fosse. Fu una delle esperienze più incredibili della mia vita!
Così, iniziai a girare le fiere della Sicilia come presentatrice e, dopo il mio primo Lucca, non sono riuscita a resistere e cominciai a lavorare sul mio primo vero cosplay, Afrodite, per l’appunto.
Sono molto riservata e, già nel 2008, scelsi di usare il nome Krim Foll Fox per iscrivermi a Facebook: potevo così aggiungere chi desideravo e mantenermi al contempo invisibile a chi non gradivo.
Krim Foll significa Criminale Folle, un appellativo che i miei amici usavano spesso, dato che sono un po’ una testa calda e capopopolo. Fox dipende solo dal fatto che ho un debole per le volpi.
Insomma, non avendo molta fantasia per i nomi, mentre altre ragazze scelgono nick più romantici e kawaii, mi buttai su qualcosa che aveva un bel suono e che, nel complesso, sembrava accattivante.

Tomoe Krim Foll Fox

Una delle mirabolanti trasformazioni di Krim Foll Fox: lo Yokai Tomoe di Kamisama Kiss

Sappiamo che produci costumi e accessori per altri: il dettaglio, la cura, la perfezione sono venute subito o col tempo? Cosa ne pensi di chi arrangia un costume alla bell’e meglio?

Il cosplay è un hobby e come tale va trattato: un momento di creatività che ritagli  dalla quotidianità per creare il tuo costume preferito. Potrei paragonarlo al modellismo… ma in scala 1:1!
In fondo, non importa cosa ne pensano gli altri: se per te è bello, va bene cosi! Poi si migliora sempre, piano piano.
Certo, considerando l’aspetto più artistico del cosplay, quando l’hobby diventa passione, tutto si trasforma: è qualcosa di potente e prepotente che ti nasce dentro e che ti spinge a realizzare la tua opera nel modo più fedele e perfetto possibile. A un certo punto, non ti basta più assomigliare a quel personaggio ma vuoi diventarlo, essere lui, in tutto e per tutto, anche solo per un giorno! È lì che inizia la vera magia.
Essendomi laureata in Costume per la Moda e lo Spettacolo all’Accademia di Belle Arti di Catania, molte cose mi vengono automaticamente ma non esiste alcuna materia che, da sola, fornisca le competenze per diventare un cosplay maker: si impara strada facendo.

Sebastian Michaelis Krim Foll Fox

Krim Foll Fox e Alessia Fiorentino come Dark & White Sebastian Michaelis in uno scatto di Daniele Cosenza.

C’è un costume di cui non vai particolarmente fiera? Facendo una stima approssimativa, quanti cosplay hai realizzato finora? E quanto tempo ti assorbe il cosplay, tra preparazione ed eventi?

Amo tutti i costumi che ho indossato. Anche se, quando ero molto giovane e stupida mi sono travestita da gnomo armato di ascia per partecipare a Mistero… quello non fa testo!
In tutto sono solo tre i cosplay realizzati per me stessa: Tomoe in versione Yokai (un tipo di demone giapponese protagonista di Kamisama Kiss, lo shojo di Julietta Suzuki, ndr.), il diabolico maggiordomo Sebastian Michaelis (disegnato da Yana Toboso in Black Butler, ndr.) e il cavaliere d’oro Afrodite dei Pesci (Saint Seiya: the legend of sanctuary diretto da Keichi Sato sull’idea di Masami Kurumada, ormai un classico della cultura pop, ndr.).
Sono molto legata a ciascuno di loro perché ognuno è incarna una parte di me: la personalità di Tomoe, il sadismo di Sebastian, l’alto tasso di narcisismo e il sangue acido di Afrodite.
Come detto prima, considero Afrodite il mio primo vero cosplay perché è il più complesso, con un armatura quasi sartoriale, così piena di dettagli che quasi mi sarei rinchiusa da me ad Arkam: mi ha tenuta impegnata 5 mesi e credo sia per questo che è stato anche il costume più apprezzato. A Sebastian e Tomoe, invece, ho dedicato solo un’intensa settimana a testa. D’altronde, ogni cosplay è diverso ed è normale che il tempo di realizzazione vari a seconda del progetto.
Ho esibito Afrodite al Japan Fest di Catania, al KaltaComics di Caltagirone e ad Etna Comics, dove ho vinto il premio CNC. Ora mi attende il palco di Lucca per le finali del Concorso Nazionale Cosplay organizzato da Epicos.

Inutile chiederti quanto di tuo ci sia nei costumi che indossi, visto che la tua pagina “Super Models Cosplay Room” è dedicata proprio a ricevere commissioni. Sappiamo che hai un passato da fashion designer e che ti dedichi anche al make-up, che dimostra la tua completa competenza come Costume Designer: sono interessi cresciuti insieme o uno è dipeso l’altro? Qual è stato il tuo percorso di studi? E quali sono i tuoi materiali preferiti?

Adoro creare abiti e accessori, mi piacerebbe tanto poter aprire un laboratorio dove poter ospitare le persone che amano questo mondo.
Super Models Cosplay Room è il mio angolo di paradiso dove creo e faccio diventare realtà i miei desideri e quelli di chi mi cerca! Grazie ai miei studi, ho potuto perfezionare i miei bozzetti e approcciarmi in modo più semplice -strano ma vero- anche al make up! È un processo in via di miglioramento, anche se con le parrucche sono ancora un po’ impacciata.
Quando si tratta di armature, mi piace lavorare con foam e crepla, non impazzisco per il worbla, anche se a volte può essere davvero una manna. Per completare il tassello mancante, mi guardo attorno, cerco di vedere la resa di materiali lontani e improbabili che, però, rendono originale un mio lavoro. L’armatura di Afrodite, ad esempio, è impreziosita da metri e metri di tubo reticolato imbottito di cristalli (come nei più moderni collane e bracciali) per dar vita alle venature viola di tutta l’armatura.

driadhe krim foll fox

L’onirica Driadhe di Krim Foll Fox

Ci sono due cose che colpiscono molto chi visita la tua pagina e che esulano un po’ dal cosplay: il progetto Driadhe e quelle nuvolette pucciosissime che sono i Moon Babies. Immagino che entrambi attingano dalle tue conoscenze artistiche e dal tuo immaginario…

Driadhe era uno shooting nato per pubblicizzare l’orto botanico di Catania.
Ho creato copricapo, ali e calzari e fatto da modella, mentre Giovanni Scavo, amico e noto bodypainter siciliano, ha curato tutto il disegno sul mio corpo e i fotografi Andrea Grasso ed Enzo Gabriele Leanza hanno scattato le foto. Abbiamo pensato alla driade perché era la creatura della mitologia greca che abitava le foreste e ci è sembrata la figura più azzeccata, riferita a un orto botanico.
Quanto ai Moon Babies… beh, rappresentano quanto di buono e bello può nascere dai momenti più difficili. Una sera mi sentivo veramente sola e avrei tanto voluto un peluche da coccolare ma a casa non ne avevo nemmeno uno perché mi ero trasferita da poco. Decisi, così, di crearmene uno lì per lì, utilizzando degli avanzi di materiali che avevo sotto mano: fondamentalmente, stoffa peluche e pezzetti di foam.
Quello che ne uscì fu un mostriciattolo peloso, dalla faccia buffa e con gli occhi pieni di brillantini che facevano un effetto bellissimo quando lo giravo verso la luna, che appariva enorme, quella sera. Ecco perché si chiamano Moon Babies.
Sarà stato un caso, ma quella sera mi sentii subito meglio. Così cominciai a lavorare ai mostrini Moon Babies, piccoli oggetti pucciosi e di conforto che chiunque può adottare sulla pagina Super Models Cosplay Room. Sono così affezionata a loro e sono così facili da stilizzare che li ho riprodotti anche negli stickers che uso per chiudere le loro scatolette.

Tra le varie cose sei anche una vlogger e fornisci tutorial sui cosplay, attività che richiede parecchio tempo e dedizione (e probabilmente nessun compenso). A questo punto la domanda di rito sorge spontanea: oltre ad avere evidenti abilità manuali e, quindi, produrre per altri, si può trasformare l’hobby del cosplay in un lavoro?

Se pensi che questo sia il lavoro per te, innanzitutto devi amarlo veramente con tutto il tuo cuore e fregartene se guadagni o meno: si tratta di realizzare i desideri delle persone!
Non è come stare seduti in ufficio.
Per dare la forma perfetta a ciò a cui lavori e soddisfare le richieste, devi essere molto attenta, forte, paziente, costante per infondere amore nel creare qualcosa di cui l’altro possa innamorarsi e dove possa rispecchiare la sua idea il più possibile.
Se ti aspetti un traguardo chiaro e un guadagno facile, sicuro, immediato, questo lavoro non fa per te. Mi piacerebbe tantissimo amplificare Super Models Cosplay Room, creare un atelier annesso, farlo diventare un vero e proprio lavoro e realizzare anche abiti speciali, per eventi importanti.

moon babies krim foll fox

I pelosissimi, pucciosissimi, adorabili Moon Babies

Progetti futuri. A quali fiere parteciperai prossimamente? E con quali cosplay? Proveniendo da un’isola gli spostamenti non devono essere facili (e il bagaglio non dev’essere poi troppo ingombrante). Puoi darci una piccola anticipazione in esclusiva?

Basta una buona organizzazione e anche noi, intraprendenti pirati abitanti di quest’isola, possiamo planare, traghettare o guidare verso tutte le fiere del mondo. Mettendo i soldi da parte, naturalmente. Sono appena stata al Palermo Comic Convention e ora mi attende Lucca, dove rappresenterò Catania ed Etna Comics per le finali del Campionato Nazionale Cosplay. Mi sento abbastanza emozionata e anche un po’ agitata, ma ce la metterò tutta per fare del mio meglio!

Ultima domanda. Sei nell’ambiente da diversi anni, dietro e davanti le quinte. C’è qualcosa che cambieresti del mondo del cosplay?

Eliminerei la competizione malsana: una cosa è sentire l’adrenalina addosso e cercare di fare il proprio meglio durante una sfilata o un contest, tutt’altro lanciare flame apocalittici invocando Cthulhu e insultare le persone. Mi sembra davvero eccessivo e senza senso. In fiera, poi, andrebbe valutata la creazione di apposite aree Hentai, per evitare che i più piccoli possano imbattersi accidentalmente in stand più adatti ai ragazzi e adulti.

super model cosplay Room logo

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About The Author

Cresciuta con la valigia in mano, in giro per il mondo, ama tutto ciò che è diverso e colorato. Deve la sua passione per fumetti, fantascienza e cultura pop ai suoi zii paterni. Di formazione scientifica, si è laureata in Filologia Romanza ed è approdata, successivamente, ad Architettura dove, nel corso di Design di Moda, si laurea con una tesi di Costume Design, argomento che approfondirà l'anno dopo alla Central Saint Martin di Londra. Precisa e pignola, mescola istintivamente le sue conoscenze ovunque debba applicarle: come scrittrice, insegnante e fashion accessory & costume designer. Il cosplay le permette di vivere storie come in un racconto e le fornisce il pretesto per affrontare complicati costumi, ricchi di dettagli.

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