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Intervista a Michela, vincitrice del “My Best Cosplay Pic” Contest

Intervista a Michela, vincitrice del “My Best Cosplay Pic” Contest

Ciao Michela, e congratulazioni per esserti aggiudicata il primo, storico contest di Cosplay Hub. Ti aspettavi di vincere?

Per prima cosa ancora vi ringrazio per la gentilezza e sopratutto per l’opportunità di questo concorso! Se vi devo dire la verità, non mi aspettavo per niente di vincere!

Quale pensi sia stato il fattore determinante che ti ha portata alla vittoria?

Ho chiesto aiuto a dei miei amici per votarmi e questi ultimi, senza dirmi nulla, hanno continuato a spammare a mia insaputa! Ovviamente le persone che mi hanno votata hanno apprezzato molto il risultato, frutto di duro lavoro e amore per questo personaggio! Alcuni che nemmeno conoscevo hanno condiviso la foto, sempre per aiutarmi, e questa per me era già una vittoria, ovvero l’essere apprezzata dopo tanta fatica!

Parliamo di te e del cosplay.
Quando hai iniziato? Spinta da cosa? C’è stato un momento, un episodio, qualcosa che hai visto o sentito che ti ha fatto scattare la molla “questo è campo mio”?

Beh, su me e il cosplay cosa posso dirvi? Iniziai nel 2008 – tantissimo tempo fa – con un cosplay di Misa Amane portato alla Fiera d’Oltremare a Napoli, il “Comicon”. Da lì, prima di smettere per un po’, feci altri cosplay, ma mi ero abbattuta tantissimo perché mi ritrovavo sola, senza amici con cui condividere davvero la mia passione, e sopratutto affranta per il mio aspetto fisico. Anni dopo, la mia migliore amica mi convinse a ricominciare e mi aiutò anche nel rapportarmi con me stessa. Devo tanto a lei ancora adesso! Mi ha aiutata a finire questo cosplay di Lulu con cui poi ho vinto il concorso!

Quali sono i costumi che hai realizzato fino a oggi? Quello che ti soddisfa di più è anche quello che ha riscosso il maggior consenso di pubblico o sei più affezionata a uno un po’ misconosciuto dagli altri?

Ho fatto pochi cosplay e sono, nell’ordine: Misa Amane di Death Note, Yui Hirasawa di K-On, Cure Black delle Pretty Cure, Mirai di Kyoukai no Kanata, Myrcella di Game Of Thrones, Leblanc Prestogious di League Of Legends e Lulu! Quello che mi ha dato più soddisfazione e ha riscosso più successo è stato Leblanc: l’ho amato tanto e mi ha dato molta sicurezza poi, ovviamente, la mia Lulu!

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Quanto dei tuoi costumi è opera tua? Ti fai aiutare da qualcuno per la parte sartoriale o gli accessori? La tua Dragon Trainer Lulu è il risultato di un lavoro d’equipe? Quanto tempo ha richiesto, e dove l’hai esibita?

I miei primi costumi (Misa Amane, Leblanc e Cure Black) me li feci fare da una sarta: all’inizio non sapevo nemmeno tenere un’ago in mano! Confeziono a mano solo gli accessori e le eventuali “armi”, e mi piace tantissimo. Lulu è l’unico lavoro sartoriale fatto da me. Mia nonna, essendo sarta, mi ha aiutata indirizzandomi al cucito e da lì sono partita! Lo scettro e il cappello l’ho realizzato con la mia migliore amica anche perché, come vi ho già detto, ero molto abbattuta e con lei ho preso di nuovo il via! Facevamo le cose insieme: tagliavamo, montavamo e dipingevamo tutto insieme! Per il vestito impiegai dieci giorni, per lo scettro e il cappello una settimana e così l’ho esibita all’edizione di aprile del Romics 2016!

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Parliamo ora di progetti futuri. Stai preparando qualcosa di nuovo? Puoi darci qualche anticipazione in esclusiva?

Sto preparando tantissime cose! Sto già lavorando ai cosplay che porterò al Rimini Comics e che saranno, rispettivamente: Kotori di Love Live, Lulu versione Pool party, Rei Ayanami e Golden Darkness. Sono tutti al 90%, amo portarmi avanti!

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Immagina di avere una specie di bacchetta magica. Cosa faresti sparire, ora, all’istante, dall’ambiente cosplay? Ovvero, cosa dovrebbe, secondo te, scomparire o almeno diminuire perché questo diventi un posto perfetto?

L’ambiente cosplay GIUSTO non ha bisogno di perfezionamenti, perché è fatto da persone davvero speciali che ti ispirano, consigliano e aiutano a fare qualsiasi cosa! Ho conosciuto persone fantastiche tramite questa passione.
Dico ambiente “giusto” perché lentamente si sta inquinando con persone che non lo comprendono a pieno, che giudicano e, sopratutto, sono pronte a disprezzare gli altri in modo davvero sgradevole. Non dico che devi per forza fare il tuo costume da solo/a o non comprare nulla, ma devi avere l’umiltà di riconoscere i tuoi limiti e di non giudicare l’operato altrui senza sapere cosa c’è stato dietro!
Ho sviluppato un atteggiamento molto freddo verso queste persone e, anche se non mi pesano più di tanto, mi dispiace che ne diano un’idea brutta, rendendolo un mondo di invidie e sparlottamenti continui! Il cosplay è divertimento, e io mi diverto tanto a interpretare personaggi scemi… ah ah ah!

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About The Author

Luca Morandi è un designer e ha lavorato per anni nel mondo della pubblicità e dei grandi eventi. Nel 2007 si è avvicinato al cosplay, da subito in maniera professionale, ed è intervenuto a tutte le più importanti fiere italiane ottenendo riconoscimenti di pubblico e nei contest.

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