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Il sarto cosplay: cosa non aspettarsi

Il sarto cosplay: cosa non aspettarsi

Per molti cosplayer, il web rappresenta il Nirvana quanto a costumi ready-to-wear. Al di là dei materiali spesso scadenti, essendo abiti e accessori confezionati avendo come modello l’anatomia asiatica, le proporzioni cambiano drasticamente e li rendono inutilizzabili da molti occidentali. Inoltre, on-line si trovano solo i personaggi mainstream, non quelli un po’ secondari e di nicchia o eccessivamente complicati.
Ciò costringe molti a ricorrere a un sarto (nel caso in cui neanche mamme, nonne e zie possano istruire e aiutare a dovere).
Il sarto, in quanto artigiano, vi offre esperienza e competenza (non solo manuale) non facilmente acquisibile
e, di conseguenza, tutto ciò che esce dal suo laboratorio deve essere inappuntabile. Se volete risparmiare perché «chi se ne frega delle rifiniture!» vi conviene non consultarlo.

Gli errori più frequenti nel rapportarsi al sarto cosplay

  • Fattore tempo

    Se dovete farvi confezionare un costume da terzi, muovetevi con ragionevole anticipo.
    Non potete svegliarvi all’ultimo momento né fare i conti in tasca al sarto su quanto debba impiegarci (secondo voi): le cose non si confezionano da sole o con la magia, serve tempo.
    Lui non è (necessariamente) un cosplayer e, cosa importante, non lavora solo per voi. La priorità ce l’ha il suo lavoro (e le commesse prese in precedenza, magari).
    Non è tenuto a fare le notti in bianco per voi se voi per primi arrivate lunghi alla deadline.
    Inoltre, se programmate per tempo, potete mettere da parte i soldi necessari a fare un bel cosplay e non buttarne, in proporzione, molti di più per un accrocco che dovrete riprendere o rifare successivamente.

cosplay artigiano

Contrariamente a quanto ci hanno abituato i cartoni da piccoli, gli artigiani non hanno aiutanti né poteri magici e il tempo è sempre contato

  • Fare leva sui sentimenti

    Come ogni lavoratore, l’artigiano vive del suo lavoro. Ore lavoro = pagamento. Se può vi farà uno sconto, ma non è tenuto. Sarà dispiaciuto per la vostra condizione (qualunque essa sia) ma l’empatia non riempie la pancia. Perché lavorare gratis per voi quando ci sono altri clienti disposti a pagare a cui dedicare quello stesso tempo? Se voi siete dei buoni samaritani e vivete d’aria, la maggior parte della gente che lavora lo fa per portare a casa lo stipendio e pagarci le bollette.

  • Il compenso/baratto tipo “ti offro una pizza e siamo pari”

    A meno che non siate tra amici e si tratti di un favore/esercizio di stile o si offra lui, il lavoro va pagato. Come il sarto decida di spendere i soldi sono fatti suoi: magari gli state pure antipatici e di cenare con voi non ne ha alcuna voglia!

  • Non avere le idee chiare

    Non cambiate progetto ogni settimana. L’artigiano deve mettersi nell’ottica di un costume, non mille. Non date per scontato (specie se non ne sapete nulla) quale sia il materiale migliore per il vostro costume quanto a resa, a pesantezza e a costo. Se chiedete delle modifiche o delle aggiunte, inoltre, sappiate che il preventivo subirà delle variazioni anche consistenti: aggiungere una fodera, ad esempio, equivale a fare tutto un capo in versione più semplice.

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Certe cose non andrebbero nemmeno spiegate. Alcune richieste indispongono davvero l’artigiano

  • Includere i materiali nel compenso

    Non aspettatevi che il prezzo del preventivo comprenda la spesa dei materiali.
    I sarti -generalmente- non conteggiano il prezzo di beni di consumo come fili, fliselina (tessuto termoadesivo per rinforzare dettagli soggetti a usura), carta, matita, gomma, gesso, energia elettrica, ma anche il tempo perso al telefono con voi per discutere i dettagli, quello per le prove e quello speso in ricerca e studio dell’outfit che volete realizzare. Non conteggiano il tempo e la benzina persi per andare in merceria o in ferramenta.
    Addebitare anche la stoffa è scorretto oltre che ingiusto: sta a voi scegliere tra un broccato in filo d’oro o una tela grezza. Materiali diversi, prezzi diversi. A vostro carico.
    Quindi, non aspettatevi che il sarto includa la spesa materiali nel suo preventivo. Perché quello che vi fornisce è una stima di quante ore lavorerà sul vostro capo (e potrebbe pure sbagliarsi, quindi farvi pagare un po’ di più. Un preventivo non è il prezzo finale… è un’idea, all’incirca).

Quanto si fa pagare un sarto?
Dai 10 ai 20 € l’ora.
Se il tempo di elaborazione non viene conteggiato, è vero che non si conta solo la cucitura. Il tempo e il prezzo comprendono la preparazione del cartamodello, il taglio della stoffa o di altri materiali e l’applicazione degli accessori. Inoltre è un prezzo che dipende da molti altri fattori.

L’artigiano è in regola o meno? In che zona si trova? Quanta concorrenza ha e che tipo di qualità offre?
Questo prezzo va a coprire anche le tasse (una grossa fetta del ricavato totale), bollette, manutenzione degli strumenti, affitto del laboratorio (non tutti possono averlo a casa, se sono in regola).

L’artigiano, notoriamente, non naviga nell’oro. Ci sono sarti cosplay che sono semplicemente hobbisti. Questi non possono fatturare più di 5.000 € all’anno. Di solito, l’hobbista va a integrare così un primo lavoro già sottopagato. Generalmente, nel tempo libero che questo gli lascia. Per quanto deprecabile, anche chi lavora a nero non chiede poi cifre esorbitanti. Non avrà mai i (magri) privilegi di chi paga regolarmente le tasse e si sorbisce gli innumerevoli controlli. L’artigiano a nero deve compensare in qualche modo il fatto che sicuramente non avrà pensione. È una situazione in cui si trovano molti artigiani, che non riescono ad arrivare a un fatturato annuo tale da ammortizzare le tasse ma nemmeno a rientrare nelle poche commissioni dell’hobbista: la multa, per loro, è quasi preferibile.

  • Non confrontarsi

    Non imponete il vostro tessuto (con cui magari è impossibile ottenere un certo effetto), non imponete determinate scelte costruttive ma non lasciate nemmeno il sarto in balia di se stesso.
    Dialogate e trovate la giusta soluzione.
    Ciò che a voi può sembrare ovvio e scontato può essere interpretato dal sarto in tutt’altro modo in quanto guarda allo stesso oggetto con occhi ed esperienza diversi dalla vostra.
    Dovete spiegare come pensate dovrebbe essere fatto il vostro costume. Dal colore al tipo di tessuto, dall’ampiezza del fondo della gonna a come chiudere un capo. Specificate se vi servono tasche extra nascoste, particolari per l’inserimento di accessori etc. L’artigiano non sa cosa vi passa per la testa ed è abituato a ragionare su oggetti di uso quotidiano.

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Il vostro costume deve uscire perfetto dal laboratorio. L’effetto danneggiato dev’essere voluto e calcolato ad arte. Non potete perdere pezzi in fiera per un lavoro approssimativo

  • Non informarsi

    Fatevi mostrare da amici e conoscenti come lavora un certo artigiano. Informatevi PRIMA su tempi, costi e disponibilità. Se non vi va bene come ha lavorato, cambierete fino a trovare il sarto che fa per voi. Possibilmente vicino casa, per avere sotto controllo lo sviluppo del pezzo.

 

  • Gli accessori costano. Tanto!

    La vostra camicia abbisogna di bottoni? Semplici, di madreperla, coi brillantini? Fare un capo semplice è una cosa, confezionarlo con gli accessori più economici è un’altra. Montare accessori top di gamma è tutta un’altra storia. Informatevi prima di lamentarvi della fattura.

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Siate ragionevoli: evitate richieste assurde

  • Servizio Taxi NON incluso

    Se il sarto prende commissioni a distanza, le spese di spedizione sono a carico vostro.
    Se abita sotto casa, dovete andare voi al laboratorio/atelier per le prove o a ritirare il prodotto finito.

About The Author

Cresciuta con la valigia in mano, in giro per il mondo, ama tutto ciò che è diverso e colorato. Deve la sua passione per fumetti, fantascienza e cultura pop ai suoi zii paterni. Di formazione scientifica, si è laureata in Filologia Romanza ed è approdata, successivamente, ad Architettura dove, nel corso di Design di Moda, si laurea con una tesi di Costume Design, argomento che approfondirà l'anno dopo alla Central Saint Martin di Londra. Precisa e pignola, mescola istintivamente le sue conoscenze ovunque debba applicarle: come scrittrice, insegnante e fashion accessory & costume designer. Il cosplay le permette di vivere storie come in un racconto e le fornisce il pretesto per affrontare complicati costumi, ricchi di dettagli.

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