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L’illusione del Cosplay: pro e contro dell’esposizione

L’illusione del Cosplay: pro e contro dell’esposizione

Il cosplay, come già detto, ha nella sua etimologia una forte componente giocosa.
Il bello delle fiere è incontrare gli amici, vestire i panni degli eroi preferiti e venire riconosciuti e apprezzati dagli altri fan (oltre che partecipare alle attività per cui sono nate le fiere e le mostremercato del fumetto).
Per molti il cosplay è un banco di prova per le proprie abilità (prop e costume maker ma anche fotografi e modelle e attori) tramite il quale, divertendosi, far nascere interessanti collaborazioni, vantaggiose per tutti.
Non solo, quindi, gare e foto in set solitari che danno un’illusione di esclusività e notorietà.
Ma se è quello che davvero cercate, fate attenzione.

illusione cosplay

In fiera, come in spiaggia, stare in mutande non dovrebbe essere nulla di provocante, il contesto lo consente e come voi ce ne sono mille altre. Anzi, certi personaggi DEVONO essere scoperti. Ciò, però, non farà alcuna differenza per i cretini pronti a criticare per il gusto di farlo. È vero, in medias res – cioè non esagerate inutilmente – ma essere scoperte non vuol dire automaticamente essere delle folli esibizioniste e facili… ma se anche fosse?

Competizione tra cosplayer

Dovete avere un lavoro alimentare: dovete considerare la fatica e i soldi che riversate nei costumi un investimento personale in un’attività che vi soddisfa, non un do ut des “sono bravo/ho speso tanto allora devo essere premiato”.
È importante non perdere di vista il fatto che si tratta di un hobby (costoso): per quanto bravi, non pretendete fama e popolarità (sempre bene accette, ovviamente) soprattutto dopo appena un paio d’anni. Ricordatevi che non siete i soli a sgomitare per un quarto d’ora di popolarità e che sono rarissimi i cosplayer (anche all’estero) che riescono a vivere con questo hobby.

illusione cosplay competition

Eventi cosplay e illusioni

Molti cosplayer vengono contattati per partecipare a questo o a quell’evento, spesso con compensi risibili. Va da sé che dovete portare un personaggio iconico, popolare, facilmente identificabie dalle grandi masse.
Spesso, in queste occasioni servono più animatori/truccabimbi che abili cosplayer: se non vi presentate, prenderanno qualcun altro, magari con un costume raffazzonato che renda l’idea. Anche accettaste, avreste speso il vostro tempo inutilmente, nella speranza di raggiungere il successo (quale?) più rapidamente.

clover clamp illusione cosplay fama

Come in ogni gioco ci sono delle regole e vanno rispettate: date il vostro meglio ma ricordatevi di divertirvi.

Svendersi per una comparsata in tv

Che si tratti di un’intervista o della partecipazione a “Ciao Darwin”, i conduttori avranno sempre più potere di voi e indirizzeranno il discorso in base al loro pregiudizio, che collima con l’idea comune secondo cui i cosplayer sono tutti matti da legare. Potere che mantengono fino alla fase di montaggio e postproduzione.
Vale la pena diventare il nuovo volto della campagna diffamatoria di questa attività ludica e innocua?

illusione cosplay

Giorgia Vecchini (provate a muoverle qualche critica: è la risposta italiana alla Nigri e a Yaya Han) si è recentemente espressa magistralmente sulla sua pagina Facebook, dopo le critiche ricevute per aver declinato l’invito a “Ciao Darwin”, circa le diverse interpretazioni dello spirito del cosplay e sulla libertà di ciascuno.

Esposizione = critica.

Siete prosperose e vi fate un selfie a caso con tanto di smorfie? Siate pronte a racimolare lumaconi pervertiti! Figurarsi se cominciate a spogliarvi!
Ma anche se siete le più caste e fedeli di questo mondo, in quanto donne, scatteranno presto meccanismi deprecabili quanto inevitabili di persone vorrei ma non posso che devono sputare veleno sugli altri:
“Bel costume. Sicuramente glielo hanno fatto”
“Lei è carina…ma il costume fa pena” (magari ci avete versato sangue e siete oggettivamente ineccepibili)
“È ben fatta, però…” (aggiungete un difetto a scelta)
“Esibizionista” (sostituite con termini più coloriti: sono un grande classico)
Queste le più comuni critiche dal sapore sessista, mosse anche dalle donne stesse.

Si potrebbe continuare all’infinito ma le più comuni per tutti sono rivisitazioni delle prime:
“Bella difficoltà: essere belli/e e avere un cosplay così semplice e mezzo nudo…”
Come se mantenersi in forma e farsi due ore di trucco per rendersi presentabili non fosse impegnativo tanto quanto cucire o costruire armature.
“Bella difficoltà: il costume l’ha comprato!”
E quindi? La spesa è notevole, tanto quanto farselo. E se non foste in grado, verreste criticati per aver fatto un lavoro dozzinale. In ogni caso, il cuore del cosplay è la parte interpretativa (to play vuol dire recitare, interpretare oltre a giocare/suonare). Che al WCS pretendano il coinvolgimento diretto del cosplayer nel processo di costruzione, è un altro paio di maniche.

Ad ogni modo, uomo o donna, se sparlate degli altri e voi per primi non siete più che perfetti (tanto risultate comunque arroganti) preparatevi a venire ripagati con la stessa moneta: criticare è un atteggiamento che vi rende antipatici.
Diventando un personaggio pubblico, preparatevi a vedere stravolto ogni vostro gesto e a vedere divampare flame a ogni vostra parola, anche la più neutra.

illusione cosplay vita privata

Nel vostro piccolo, sarete paparazzati, amati, seguiti, criticati come i veri VIP. Come sempre, ricordatevi che la vostra vita non finisce con il cosplay-

Vita privata VS pubblica

Effetto collaterale di quanto sopra.
Per quanto possano essere belli i cosplay di coppia (con gli amici o con i fidanzati) evitate di entrare in competizione tra voi. È bello pianificare, progettare, andare a caccia di materiali, comporre i costumi ma non lasciate che monopolizzi e rovini la vostra vita.
Inoltre, se non sviluppate un’identità e delle amicizie vostre, nel momento in cui litigherete con qualcuno (e succederà!) non sarete autonomi: la vostra dedizione e partecipazione al gioco cosplay ne risentirà.
E poi, la comunità intera lo saprà e spettegolerà a più non posso, permettendo il proliferare delle più assurde congetture che daranno vita a inverosimili leggende metropolitane con cui dovrete fare continuamente i conti, anche con chi vi è più vicino.

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Basta esporsi minimamente per vedere nascere dal nulla -e alimentati- anche triangoli inesistenti. Può essere divertente all’inizio, poi vi stancherete, domandandovi perché la gente non si faccia i fatti suoi. A causa di queste voci potreste arrivare a rompere anche bellissime amicizie. Fate attenzione!

Mettersi alla prova: cambiare identità e cosplay

Il bello di fare cosplay sta nel variare: potete portare variazioni dello stesso personaggio, specializzandovi in quello. Se avete velleità artistiche, però, questo riduce molto il vostro raggio d’azione.
Non c’è alcuna sfida nell’interpretare sempre lo stesso personaggio: le pose e le espressioni sono sempre quelle così come l’interazione con altri personaggi.
Ricordatevi, inoltre, che nessuno diventa “official impersonator” (a parte Hugh Jackman con Wolverine… per ora!) ma noioso e arrogante, sì!

About The Author

Cresciuta con la valigia in mano, in giro per il mondo, ama tutto ciò che è diverso e colorato. Deve la sua passione per fumetti, fantascienza e cultura pop ai suoi zii paterni. Di formazione scientifica, si è laureata in Filologia Romanza ed è approdata, successivamente, ad Architettura dove, nel corso di Design di Moda, si laurea con una tesi di Costume Design, argomento che approfondirà l'anno dopo alla Central Saint Martin di Londra. Precisa e pignola, mescola istintivamente le sue conoscenze ovunque debba applicarle: come scrittrice, insegnante e fashion accessory & costume designer. Il cosplay le permette di vivere storie come in un racconto e le fornisce il pretesto per affrontare complicati costumi, ricchi di dettagli.

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